10/14/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/14/2026 09:11
Dopo l'annuncio da parte della Commissione europea di una proposta di rinvio del Regolamento UE sul metano per i combustibili fossili importati, una coalizione di oltre 50 organizzazioni avverte che posticipare le norme sul metano non risolverà i problemi di sicurezza energetica e di caro energia in Europa. Il Regolamento non ha causato l'attuale crisi dei prezzi dell'energia né le interruzioni dell'approvvigionamento, e ritardarne l'attuazione non le risolverà.
Mentre i leader dell'UE si riuniscono a Bruxelles per il Consiglio europeo, per discutere, tra le altre questioni, della proposta di rinvio del Regolamento UE sul metano, l'Osservatorio europeo della società civile sul metano (CSO-M) li esorta a dare priorità all'attuazione e a garantire i benefici in termini di sicurezza energetica, clima e trasparenza che la legge era stata concepita per assicurare.
La sicurezza energetica non passa da rinvii
Il metano è un inquinante climatico di breve durata, estremamente potente, responsabile di circa un terzo del riscaldamento globale attuale. Mentre cresce la mobilitazione pubblica per un'azione climatica ambiziosa, con 60.000 cittadini scesi in piazza a Bruxelles domenica scorsa, l'urgenza di agire è evidente: l'UE non può permettersi di ritardare uno dei modi più rapidi ed economicamente efficaci per affrontare la crisi climatica e rafforzare la sicurezza energetica.
Il settore dei combustibili fossili offre alcune delle maggiori opportunità di riduzione: ogni anno, a livello globale, vengono sprecati più di 200 miliardi di metri cubi di gas a causa di perdite, sfiati e flaring di metano, una quantità equivalente a circa due terzi del consumo annuo di gas dell'UE. L'Europa non può migliorare la propria sicurezza energetica rinviando misure pensate per ridurre gli sprechi di energia.
A determinare le attuali pressioni sul mercato sono gli shock globali dell'offerta e la dipendenza dell'Europa dai combustibili fossili. Non vi è alcuna prova che ritardare il Regolamento aumenterebbe le forniture di gas, abbasserebbe i prezzi o migliorerebbe la stabilità del mercato, come ha riconosciuto la stessa Commissione. Riaprire una legislazione concordata appena due anni fa rischia di compromettere la certezza normativa e di penalizzare le imprese e i paesi produttori che hanno già investito in sistemi di monitoraggio e rendicontazione delle emissioni di metano.
Il costo umano ed economico
Ritardare e indebolire il Regolamento UE sul metano comporterebbe inoltre un pesante costo umano ed economico. Secondo una nuova analisi di DIW Econ, la piena e tempestiva attuazione potrebbe generare circa 704 miliardi di euro di benefici in termini di clima, salute ed economia, a fronte di 49 miliardi di euro di costi normativi. Il Regolamento potrebbe inoltre evitare circa 155.000 morti premature nel mondo entro il 2030. Al contrario, un ritardo di tre anni, unito a requisiti più deboli sul metano, farebbe perdere circa un quarto di questi benefici, con ulteriori 185 miliardi di euro di danni e circa 40.000 morti premature in più.
Grave il cedimento della Commissione
Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia di WWF Italia, dichiara: "Il Regolamento sul metano va applicato da subito. Rinviarlo non farà scendere le bollette e non metterà al sicuro le forniture. Anzi, gli studi ci dimostrano che a pagarne il conto, nei prossimi anni, saranno le persone e il territorio. È grave che la Commissione abbia ceduto alle pressioni di una parte dell'industria che punta a smantellare ogni misura di contrasto ai cambiamenti climatici, ed è ancora più grave che il Governo italiano accolga come una buona notizia un rinvio che significa più gas sprecato, più clima che si scalda e più costi per la salute e per l'economia."
Le richieste all'Ue e agli Stati membri
Il forte sostegno di cittadini, investitori e organizzazioni della società civile transatlantica rafforza la necessità di salvaguardare le norme UE sul metano. La coalizione CSO-M chiede alla Commissione europea e agli Stati membri di:
Proteggere l'ambizione del Regolamento. Garantire che il rinvio annunciato non diventi un'occasione per riaprire o indebolire le sue disposizioni fondamentali. La Commissione ha già concesso una flessibilità significativa, tra cui una sospensione triennale delle sanzioni. La priorità deve restare un'attuazione efficace.
Limitare rigorosamente qualsiasi modifica legislativa. Mantenere i prossimi negoziati tra Consiglio e Parlamento concentrati sul rinvio proposto e sugli obblighi di rendicontazione strettamente connessi, senza riaprire il Regolamento nel suo complesso né prolungare ulteriormente il ritardo.
Accelerare l'attuazione. Utilizzare il tempo aggiuntivo per affrontare le difficoltà pratiche attraverso orientamenti chiari, supporto tecnico e cooperazione, in modo che imprese, autorità di regolamentazione e paesi produttori siano pronti a rispettare i propri obblighi nei tempi previsti.