Bundesversammlung

01/13/2026 | Press release | Distributed by Public on 01/13/2026 10:33

Crans-Montana: la Commissione è riconoscente per la solidarietà europea

Alla presenza del consigliere federale Ignazio Cassis, la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha ricordato la tragedia avvenuta a Crans-Montana il 1° gennaio 2026. La CPE-S ha espresso parole di riconoscenza per il sostegno logistico e medico fornito dai partner europei attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE, nonostante la Svizzera non partecipi a tale meccanismo. La Commissione ha deciso di indirizzare un messaggio ai vari Paesi coinvolti, per ringraziarli della loro solidarietà e avere accolto dei feriti.

La Commissione ha preso atto delle riflessioni che si stanno svolgendo in seno al Consiglio federale in merito all'impegno assunto dalla Confederazione nei confronti delle vittime.

Politica europea

La Commissione è stata informata sull'esito della procedura di consultazione pubblica sui Bilaterali III e sulle modifiche adottate dal Consiglio federale alla legislazione di attuazione. A tal proposito, ha approfondito la questione riguardante il rafforzamento del ruolo del Parlamento nei futuri meccanismi di partecipazione della Svizzera all'elaborazione degli atti normativi dell'UE (decision shaping): tale rafforzamento dovrebbe avvenire attraverso l'adozione di un nuovo articolo 152a LParl.

La Commissione è stata consultata, conformemente all'articolo 152 capoverso 3 LParl, sul mandato negoziale del Consiglio federale in vista di un accordo con l'UE sulla partecipazione della Svizzera al meccanismo di solidarietà dell'UE nel contesto del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo. Con 8 voti contro 5, ha deciso di sospendere tali negoziati fino a quando i Bilaterali III e i dossier di politica interna riguardanti l'asilo non siano stati discussi e non siano state prese delle decisioni al riguardo. In subordine, la Commissione ha accolto, con 7 voti contro 1 e 5 astensioni, una proposta intesa a limitare il mandato negoziale in modo che un'eventuale partecipazione svizzera si limiti a contributi finanziari o ad altre misure di solidarietà quali l'invio di personale o di materiale.

La Commissione si è infine occupata dei provvedimenti adottati dall'UE nei confronti del cittadino svizzero Jacques Baud nel quadro delle sanzioni legate alla guerra in Ucraina. Approfondirà la questione nella sua prossima riunione del 9 febbraio.

Politica economica esterna

La Commissione ha esaminato tre accordi di libero scambio intesi ad aprire nuovi mercati di esportazione per l'economia svizzera. All'unanimità, ha approvato l'accordo di libero scambio aggiornato tra gli Stati dell'AELS e l'Ucraina, l'accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e la Thailandia e l'accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e il Kosovo.

La CPE-S è stata poi informata dal presidente della Confederazione, il consigliere federale Guy Parmelin, capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca, sui prossimi sviluppi nel settore della politica economica esterna.

Dando seguito al mandato negoziale sull'accordo con gli Stati Uniti sulle tariffe doganali, in merito al quale la CPE-S è stata consultata lo scorso mese di dicembre, la Commissione ha al contempo fatto il punto sulle prossime tappe del dossier.

Altre tematiche e decisioni

La CPE-S è stata consultata su un progetto di mandato negoziale in vista della 14a Conferenza ministeriale ordinaria dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), che si svolgerà a Yaoundé, in Camerun, dal 26 al 29 marzo 2026. La Commissione ha espresso all'unanimità il proprio sostegno al mandato.

Conformemente all'articolo 152 capoverso 3 LParl, la Commissione è stata pure consultata su un progetto di mandato negoziale in vista della conclusione di un accordo bilaterale con la Francia, in occasione del vertice del G7 che si terrà a Evian (Francia). La Commissione ha espresso il proprio sostegno per le linee generali del mandato, rilevando tuttavia i costi per la sicurezza che la Svizzera - e più precisamente i Cantoni di Ginevra, Vaud e Vallese - sarà chiamata a sostenere per questo vertice. La Commissione auspica che vi sia un giusto equilibrio fra il diritto di manifestare e le misure che verranno adottate per prevenire la violenza, al fine di evitare che si ripetano gli eventi del 2003. La Commissione ribadisce che è essenziale che fra i due Paesi venga concluso un accordo.

La Commissione si è informata sul programma della presidenza svizzera dell'OSCE nel 2026. La CPE-S seguirà le azioni intraprese dalla Svizzera nell'ambito della sua presidenza dell'OSCE. Al contempo, ha preso atto delle sfide che attendono il nostro Paese in un contesto finanziario e geopolitico teso.

La Commissione ha discusso con preoccupazione della repressione in atto nella Repubblica islamica dell'Iran e ha esaminato la posizione della Svizzera. Ha inoltre esaminato l'intervento militare statunitense in Venezuela dal punto di vista del diritto internazionale e della crescente incapacità di agire del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Dieci anni dopo la conclusione dell'accordo di pace in Colombia, è stato stilato un bilancio dell'impegno profuso dalla Svizzera per la sua attuazione. La Commissione ha anche affrontato le sfide politiche che attendono questo Paese e le prospettive del ruolo assunto dalla Svizzera quale garante del processo di pace.

Senza opposizioni, la Commissione ha infine deciso di non dare seguito alle tre petizioni seguenti:

  • 2039 Comité Ukraine Genève. Attuazione coerente delle sanzioni contro la Russia
  • 2025 Aufrecht. Pace in Europa
  • 2042 Comité Halte à la guerre. Che si fermi la guerra!


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