06/12/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/12/2026 11:15
50° sisma: Riccardi, serve piano straordinario contro fragilità
Udine, 12 giu - "Dobbiamo proseguire nella stagione degli interventi a tutela del territorio: serve uno straordinario piano di interventi per mettere in sicurezza ciò che esiste e ridurre le fragilità".
Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi intervenendo alla conclusione del forum "Costruire la resilienza territoriale", promosso dall'Università di Udine nell'ambito delle iniziative per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli.
"Il Piano di governo del territorio è uno strumento, ma credo che ci sia da fare una pianificazione più puntuale per la protezione e la sicurezza con una ridefinizione degli strumenti e di elementi che già esistono e che determinano un livello di fragilità che il sistema manifesta e che dobbiamo superare con una nuova consapevolezza. Dobbiamo domandarci - è stata la sollecitazione di Riccardi - se gli strumenti e le opere che abbiamo oggi siano ancora adeguati rispetto ai cambiamenti che stiamo vivendo. Credo di no, e per questo ritengo prioritario affiancare alla gestione dell'emergenza una strategia permanente di prevenzione e riduzione delle vulnerabilità, facendo tesoro delle esperienze maturate dopo il terremoto del Friuli, l'alluvione della Val Canale, la tempesta Vaia e gli eventi climatici estremi che hanno interessato il territorio regionale".
Nel suo intervento Riccardi ha richiamato inoltre l'urgenza di adottare un approccio multidisciplinare e preventivo, che sappia integrare ambiti diversi come la salute, la logistica e la sicurezza, superando le rigide organizzazioni verticali attraverso l'ausilio dell'intelligenza artificiale e il supporto scientifico dell'università.
Un tema centrale la critica alle farraginose procedure burocratiche e legislative, con l'auspicio che strumenti e procedure applicate proprio in occasione del post terremoto diventino prassi di efficienza per gestire la fragilità di un territorio colpito da frequenti crisi climatiche. Infine, l'autore ha sottolineato l'importanza della responsabilità decisionale e la necessità di una riforma profonda delle dinamiche di governo.
A dare una prima risposta concreta a queste sollecitazioni e a caratterizzare il 50esimo del sisma non solo come una commemorazione, ma come un laboratorio che raccoglie l'eredità e l'esperienza e ne rilancia i valori in prospettiva futura, è stata la presentazione del manifesto "Fare sistema per costruire la resilienza territoriale", documento che raccoglie l'impegno condiviso di Regione, Università e professioni tecniche per rafforzare la capacità del territorio di prevenire, affrontare e superare eventi avversi attraverso un approccio multidisciplinare e sistemico.
Il Manifesto, illustrato da Stefano Grimaz, docente di Geofisica applicata (Uniud) e chairholder Cattedra Unesco in Sicurezza intersettoriale per la Riduzione dei rischi di disastro e la resilienza, propone la definizione di una rete organizzata di supporto tecnico alla pubblica amministrazione, fondata sulla figura del "Technical resilience advisor" e coordinata nell'ambito del Laboratorio per la resilienza territoriale.
Il "Technical resilience advisor" sarà la figura chiamata a operare all'interno dei processi di gestione pubblica, sia presso gli organi di coordinamento e pianificazione, sia a supporto degli enti locali che, per dimensione e risorse, risultano maggiormente vulnerabili in caso di calamità, ma anche a supporto di operatori economici e della cittadinanza nell'ambito di una azione sistemica coordinata.
Citando stamane - alla presenza del rettore Angelo Montanari e, tra gli altri, di Diego Carpenedo - l'allora presidente della Regione Antonio Comelli, Riccardi aveva sottolineato lo straordinario fascino e attualità di quella che è stata una delle lezioni fondamentali del modello Friuli, e cioè "la valutazione della soluzione più conveniente".
"Il fatto di aver deciso di realizzare la ricostruzione con quella metodologia - ha evidenziato l'assessore - significa aver valutato, non solo il legittimo punto di vista economico e finanziario, ma anche l'impatto sulla vita delle persone, cioè sulle 'radici', sui modelli di vita, sulle abitudini, sulle tradizioni e sui valori. A questa lezione di straordinaria attualità dobbiamo ora unire l'elemento della ricerca e della scienza, compito dell'università: dall'Ateneo provengono infatti i modelli più evoluti e avanzati, che devono incrociarsi con l'elemento professionale, cui spetta il compito di "metterli a terra". ARC/EP/ma