03/09/2026 | News release | Distributed by Public on 03/08/2026 17:20
Bianca Maria Cattaneo è avvocato ed è Collaboratrice di USI Transfer, Servizio di trasferimento tecnologico dell'USI. In una breve intervista ha spiegato il ruolo dei giuristi nel transfer.
Quali mansioni svolge un giurista all'interno di un servizio di transfer?
"In un Technology Transfer Office (TTO), il/la giurista si occupa principalmente della stesura e della successiva implementazione dei contratti con cui si intende disciplinare i rapporti tra università, ricercatori e partner esterni. Questo lavoro comprende la negoziazione e la conclusione di contratti specialistici, come convenzioni in materia di confidenzialità o riservatezza (NDA o CDA), contratti di trasferimento di materiali (MTA), contratti di licenza e di collaborazione, come pure lo svolgimento di valutazioni giuridiche connesse alla tutela brevettuale e alla gestione dei diritti di proprietà intellettuale. A ciò si affianca l'attività di consulenza giuridica trasversale, volta a garantire che ogni iniziativa di ricerca e di valorizzazione della medesima sia conforme all'ordinamento giuridico e alle normative interne dell'istituzione interessata".
Perché è importante la presenza di un giurista all'interno del servizio e in che modo aiuta Professori e ricercatori?
"Le competenze giuridiche interne al servizio consentono di trasformare la conoscenza in opportunità gestendo adeguatamente i rischi legali, operativi e/o reputazionali. Il/la giurista funge da mediatore tra logiche accademiche e istanze di mercato: aiuta a definire con chiarezza il perimetro giuridico della ricerca, valutandone la liceità e consentendo, di conseguenza, la valorizzazione e la tutela dei risultati. Supporta professori e ricercatori nel comprendere implicazioni legali complesse e li accompagna lungo l'intero percorso, dallo svolgimento della ricerca, alla disclosure di un'invenzione o di un software, fino alla negoziazione e alla successiva stipulazione di accordi con partner esterni".
Quali sono gli errori più comuni che vede commettere dai "non addetti ai lavori"?
"Tra gli errori più ricorrenti vi è la sottovalutazione delle implicazioni giuridiche dei progetti di ricerca, che può manifestarsi in molteplici forme e comportare conseguenze significative: dalla divulgazione prematura di risultati suscettibili di tutela brevettuale, alla sottoscrizione affrettata di proposte contrattuali prive di adeguata revisione, fino all'utilizzo di modelli standard non calibrati sulle peculiarità del caso concreto oppure generati da sistemi di Intelligenza Artificiale. Ciò che, a prima vista, può apparire come un risparmio di tempo si rivela in realtà una scorciatoia illusoria, che espone al rischio di perdere opportunità di valorizzazione e di dover affrontare successivamente difficoltà onerose e complesse, evitabili con una valutazione legale preliminare".
Per quale motivo ha scelto di lavorare in questo settore?
"Il diritto che disciplina il trasferimento tecnologico costituisce una branca specialistica complessa e relativamente poco conosciuta, al contempo molto affascinante per la sua dimensione concreta e interdisciplinare. Partecipare, in qualità di consulente legale, alla nascita, allo sviluppo e alla tutela di un progetto di ricerca significa assumere un ruolo attivo in un percorso che, pur scandito da procedure formali, persegue evidenti finalità costruttive. Assicurare protezione giuridica a un risultato scientifico, nell'ambito della ricerca o di una collaborazione tra accademia e industria, permette di concepire il contributo giuridico come parte integrante di un processo di innovazione e di crescita collettiva, sia sociale sia economica, e non come mero adempimento burocratico".