04/14/2026 | Press release | Distributed by Public on 04/14/2026 05:13
"Ci sono luoghi in cui il tempo sembra sospeso. E poi ci sono luoghi, come la R.E.M.S. di Tinchi, dove il tempo torna a scorrere nel verso giusto: quello della rinascita. Alla R.E.M.S. di Tinchi di Pisticci (MT) c'è qualcosa di diverso: mani che lavorano, occhi che tornano a cercare luce, storie che non si arrendono alla loro fine ma provano, ogni giorno, a riscriversi. Qui il fare non è solo un gesto, ma un atto di ricostruzione: il tentativo concreto di rimettere insieme i pezzi di sé e trasformare ciò che è stato dolore in possibilità". Lo afferma Tiziana Silletti, Garante regionale detenuti, vittime di reato, salute e anziani, precisando che: "In queste attività c'è il bisogno profondo di sentirsi ancora capaci, utili, vivi. E mentre questo accade, cambia anche lo sguardo: non più rivolto soltanto al passato, ma progressivamente aperto a un'idea, anche fragile ma reale, di futuro".
"È questo che rende la R.E.M.S. di Tinchi - prosegue Silletti - un luogo diverso: non l'assenza di difficoltà, ma la presenza concreta della speranza. Dal 2015 la struttura rappresenta un presidio fondamentale non solo sul piano sanitario, ma soprattutto umano e sociale. I percorsi riabilitativi individualizzati attivati all'interno della R.E.M.S. dimostrano come sia possibile trasformare situazioni di grande fragilità in opportunità di crescita, responsabilità e reinserimento. Ho avuto modo di osservare le attività laboratoriali e artigianali realizzate dagli ospiti: i manufatti non sono semplici oggetti, ma testimonianze vive di un percorso di cambiamento. In ciascuno di essi si riconoscono il valore del tempo dedicato alla cura di sé, la riscoperta delle proprie capacità e la costruzione di una nuova prospettiva di vita. Sono, a tutti gli effetti, simboli di rinascita".
"Ritengo fondamentale sottolineare l'impegno, la competenza e la sensibilità degli operatori della struttura, che - sottolinea la Garante - accompagnano ogni persona in un percorso complesso ma profondamente significativo. Il loro lavoro rende concreta l'attuazione del principio della funzione rieducativa, restituendo centralità alla dignità della persona e alla possibilità di un futuro diverso. La R.E.M.S. di Tinchi rappresenta un modello da valorizzare e sostenere: parla di speranza, responsabilità e comunità, ricordandoci che il reinserimento sociale non è solo un obiettivo individuale, ma una responsabilità collettiva".
"Nessuna storia è definitivamente chiusa se esiste fiducia e se esiste la possibilità di riprovarci. Per questo, - conclude Silletti - è necessario guardare a queste realtà con attenzione e rispetto: dietro ogni manufatto, dietro ogni gesto, c'è una vita che chiede di essere riconosciuta non per ciò che è stata, ma per ciò che può ancora diventare".