08/24/2026 | Press release | Distributed by Public on 08/24/2026 03:10
Comunicato stampaPubblicato il 24 agosto 2026
Berna, 24.08.2026 - Le misure contro le chiamate fraudolente effettuate a nome di autorità stanno dando i loro frutti. A seguito dell'estensione dell'obbligo di identificazione per le chiamate provenienti dall'estero con numeri svizzeri falsificati, nel luglio 2026 le segnalazioni sono diminuite di oltre il 75 per cento. Allo stesso tempo, la ciberminaccia rimane elevata: nel primo semestre, l'Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha ricevuto 27 128 segnalazioni volontarie e 200 segnalazioni nell'ambito dell'obbligo di segnalazione relative ad attacchi a infrastrutture critiche. L'attuale rapporto semestrale dell'UFCS mostra inoltre come i cibercriminali utilizzino l'intelligenza artificiale per attacchi sempre più personalizzati.
Le chiamate in cui i truffatori si spacciano per funzionari delle autorità e chiamano da un numero svizzero sono state, negli ultimi anni, tra gli incidenti più frequentemente segnalati all'UFCS. Da gennaio a giugno 2026 sono state ricevute regolarmente oltre 400 segnalazioni al mese. Con l'estensione dell'obbligo di identificazione ai numeri di cellulare a partire dal 1° luglio 2026, il numero di segnalazioni a luglio è sceso sotto le 100, con un calo di oltre il 75 per cento rispetto ai mesi precedenti. Già la prima fase di introduzione nel gennaio 2026 per i numeri di rete fissa aveva mostrato un primo effetto di riduzione. Nonostante il calo delle chiamate fraudolente a nome di autorità, il numero di segnalazioni rimane elevato, con 27 128 segnalazioni volontarie e 200 ciberincidenti soggetti a obbligo di segnalazione. La frode rimane dominante come attività redditizia su larga scala.
Il rapporto relativo al primo semestre del 2026 evidenzia che la personalizzazione e l'impiego dell'intelligenza artificiale (IA), già menzionati nell'ultimo rapporto, continuano a progredire. Le piattaforme di annunci, i posizionamenti mirati nei motori di ricerca e le fughe di dati servono sempre più spesso ai cibercriminali per entrare in contatto con le loro vittime, alle quali si rivolgono con metodi personali, emotivi e in parte tecnicamente sofisticati. Gli aggressori utilizzano sistematicamente l'IA per trasmettere in modo credibile contenuti su misura e personalizzati. In particolare, nel periodo di riferimento, le persone in cerca di lavoro sono state prese di mira in modo specifico e attirate con presunti lavori da sogno o progetti di investimento.
Nel periodo di riferimento non si sono verificate grandi campagne di «frode del CEO» ai danni di scuole, Comuni e chiese. L'UFCS ha invece registrato nel primo semestre del 2026 numerose segnalazioni relative a casi di phishing legati a «Microsoft 365». Gli aggressori hanno preso il controllo degli account di posta elettronica aziendali delle loro vittime e hanno imitato in particolare dirigenti e collaboratori degli help desk per compromettere i sistemi o avviare direttamente transazioni finanziarie. Anche il pretesto di un aggiornamento di sicurezza in sospeso è stato utilizzato sempre più spesso per diffondere malware. Le segnalazioni relative ad attacchi ransomware sono rimaste stabili a quota 79, ma hanno mostrato una chiara tendenza alla diversificazione e alla frammentazione delle famiglie di ransomware.
Nei conflitti internazionali, il cibersabotaggio è diventato per singoli Stati un'attività praticabile e sempre più apertamente esercitata. Sebbene finora non si siano verificati casi di cibersabotaggio mirato contro infrastrutture critiche, le organizzazioni svizzere devono comunque continuare a prepararsi a mantenere la propria resilienza in un contesto di ciberminacce sempre più ostile, data la vicinanza della Svizzera ad altri Stati occidentali e le sue interconnessioni economiche e politiche. Il caso di studio relativo a un incidente verificatosi in Polonia illustra questa problematica.
I gestori di infrastrutture critiche sono tenuti a segnalare i ciberattacchi all'UFCS entro 24 ore. Nel primo semestre del 2026 l'UFCS ha ricevuto 200 segnalazioni. La maggior parte delle segnalazioni proviene dal settore amministrativo (19,4 %) e da aziende operanti nel settore IT e delle telecomunicazioni (18,6 %). Tra i tipi di attacchi segnalati hanno prevalso gli episodi di hacking (circa il 26 %), seguiti dal furto di credenziali di accesso (13,5 %) e dalle segnalazioni relative a fughe di dati e attacchi DDoS (12,7 % ciascuno).