WWF Italia Onlus

10/23/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/23/2026 09:10

Oltre 1,25 milioni di europei lanciano un messaggio chiaro a Bruxelles: “Giù le mani dalla natura”

1.254.722 firme per chiedere all'Unione europea di fermare l'indebolimento delle leggi che proteggono la natura. È il messaggio che la coalizione #HandsOffNature, composta da BirdLife Europe, ClientEarth, European Environmental Bureau (EEB) e WWF Europa, ha portato oggi davanti alla sede della Commissione europea a Bruxelles, consegnando le firme alla Commissaria all'Ambiente Jessika Roswall.

L'appello arriva mentre le conseguenze della crisi climatica diventano sempre più drammatiche. Proprio oggi, una nuova ricerca dell'Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine ha stimato oltre 50.000 morti legate al caldo nell'estate 2026 in 854 aree urbane europee. Di queste, oltre 32.600 sono attribuibili al cambiamento climatico causato dalle attività umane. L'Italia è il Paese più colpito, con 13.303 decessi stimati legati al caldo, di cui 8.772 attribuibili al riscaldamento globale. A questo si aggiungono incendi, siccità e una perdita di biodiversità che continua ad aggravarsi.

Eppure, proprio mentre sarebbe necessario rafforzare la protezione ambientale, l'Europa rischia di fare passi indietro.

Nel dicembre 2025, la Commissione ha presentato il cosiddetto "Omnibus Ambiente", ovvero un pacchetto di semplificazioni che punta ad accelerare le autorizzazioni, in particolare per i cosiddetti progetti strategici, dalle grandi infrastrutture agli impianti industriali.

La posizione adottata dai governi europei a settembre introduce corsie preferenziali per alcune categorie di progetti. Il rischio è che, in nome della rapidità, vengano allentate le valutazioni ambientali o introdotte deroghe capaci di svuotarle di efficacia, riducendo le garanzie per i territori, le comunità. Opere considerate strategiche possono infatti comportare consumo di suolo, danni agli habitat e impatti sulle risorse idriche: conseguenze che devono essere valutate prima delle autorizzazioni, non ignorate per accelerare i cantieri. A preoccupare è anche la possibilità di rendere più facile l'uccisione o il disturbo di specie protette e la distruzione di nidi e uova durante la realizzazione di nuovi progetti.

La Commissione europea ha inoltre annunciato una revisione della Direttiva Quadro sulle Acque, per facilitare le attività estrattive, con il rischio di indebolire le tutele di fiumi, laghi e falde che garantiscono acqua pulita. Ha anche avviato una nuova verifica delle Direttive Habitat e Uccelli, che proteggono specie selvatiche, habitat naturali e aree della rete Natura 2000, aprendo alla possibilità di allentare i vincoli per i nuovi progetti.

Oltre 1,250 milioni di cittadini europei hanno detto no a questa deriva: basta usare la semplificazione come pretesto per smantellare le tutele ambientali.Un monito rivolto alla Commissione europea, ma anche al Governo italiano e agli europarlamentari:non si possono continuare a sostenere scorciatoie normative che rischiano di sacrificare gli obiettivi ambientali europei, la salute delle persone e il futuro dei territori agli interessi di breve periodo.

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