04/07/2026 | News release | Distributed by Public on 04/07/2026 07:44
Affezionati lettori e lettrici,
Bentrovati con la seconda uscita del Notiziario della Marina 2026. Un anno, quello in corso, in cui le tensioni e le aree di crisi internazionali sono - ahi noi - aumentate e con esse la necessità di rafforzare sicurezza e dialogo affinché «si torni al tavolo e alla diplomazia» come di recente ha affermato il Ministro della Difesa Crosetto.
La sicurezza marittima è al centro delle strategie della Difesa, per tutelare gli interessi dei cittadini e del nostro Paese legati al commercio via mare, alle infrastrutture critiche del dominio marittimo - a partire da quelle sottomarine, alle tematiche ambientali.
La situazione internazionale ha messo in evidenza la vitale importanza delle vie di comunicazione marittime, la cui sicurezza è per la Marina Militare, e più in generale per la Difesa italiana, una assoluta priorità. Alla ribalta lo Stretto di Hormuz, uno dei principali choke points del commercio mondiale di petrolio. La limitazione al traffico mercantile marittimo ha avuto conseguenze economiche globali di rilievo: dalla grande industria, al singolo cittadino.
Questo numero apre con le "Linee d'indirizzo del C.S.M.M. 2026 - 2027" un documento di comunicazione interna del quale vengono riportati alcuni stralci significativi e quanto mai attuali della premessa del Capo di Stato Maggiore della Marina, l'ammiraglio di squadra Berutti Bergotto:
«Nel dominio marittimo - e non solo - ci troviamo nel pieno di un'escalation centrata sull'evoluzione dell'azione ibrida nelle sue più significative tipologie, in un contesto dove la soglia del conflitto è "opaca", a tratti incombente. In tale complessa situazione, in linea con la Strategia Militare Nazionale definita dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, la Marina deve focalizzare il proprio impegno per soddisfare esigenze imprescindibili (segue all'interno)».
Le pagine del Notiziario della Marina ci portano poi nell'Oceano Atlantico settentrionale a bordo della fregata Alpino e della nave anfibia San Giusto attraverso i racconti dei protagonisti. L'obiettivo è promuovere la cooperazione internazionale e l'addestramento, nella convinzione che la collaborazione tra Marine alleate risulti sempre più abilitante per far fronte alle minacce attuali. Le campagne di proiezione continuano così ad avere l'indispensabile ruolo della naval diplomacy, ma anche di accelerare l'integrazione dello strumento aeronavale con i nostri alleati.
Per essere preparati ad affrontare la realtà ed essere al passo coi tempi, occorre una formazione all'altezza che non si limita ad una formazione iniziale, ma bensì una formazione continua che dura l'intera carriera dell'essere «marinaio».
Proprio alla formazione questo numero dedica un focus d'approfondimento.
In esclusiva per voi lettori, le parole del comandante del Comando Scuole della Marina Militare, l'ammiraglio di squadra Stefano Barbieri, dell'Accademia Navale, della Scuola Sottufficiali di Taranto e la Maddalena e infine della Scuola Militare Navale F. Morosini. Questi gli istituti di formazione dove nascono i "marinai" della Difesa. Ai loro autorevoli interventi, abbiamo aggiunto quelli degli stretti collaboratori: i "Comandanti alle classi e ai corsi", coloro i quali seguono la formazione di chi entra in Marina, passo dopo passo.
Ma la formazione non si limita a quella iniziale - come abbiamo accennato - essa è sempre in evoluzione con quella più in generale definita formazione continua.
Ricordate? … «In Marina sai chi sei e che cosa impari mentre lo fai» per questo abbiamo dato voce a colleghi che nel corso degli anni, nel loro iter di carriera hanno continuato a formarsi accrescendo quel bagaglio umano e professionale che ognuno di noi porta dietro. Un bene dal valore inestimabile nel patrimonio di ogni militare che va condiviso con il cittadino attraverso la più ampia cultura della Difesa.
Leggerete - sempre dalla penna dei protagonisti - alcuni aspetti peculiari ottenuti grazie alla formazione continua. Cito alcuni di questi protagonisti: Marco, sottocapo di 2ª classe, divenuto Rescue Swimmers; Stefano, capitano di corvetta, direttore di Macchina della nave multiruolo Trieste; Marina ed Emanuele, ufficiali delle Armi Navali impiegati nell'Ufficio Programmi Navali Europei la prima, e come Capo Reparto Tecnico Operazioni di Nave Duilio il secondo; Carmine, capitano di Fregata, Comandante della nave Orsa Maggiore sino a Marcello, imbarcato sulla portaerei inglese Prince of Wales nell'ambito del programma di scambio tra la Marina Militare e la Royal Navy. Insomma, una formazione che continua un'intera carriera.
Nel prossimo numero di maggio-giugno, appuntamento con la Giornata della Marina 2026 e un focus sulle infrastrutture della Marina.
Non resta che mollar gli ormeggi della buona lettura.
Alla via così!