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09/08/2026 | News release | Distributed by Public on 09/08/2026 07:14

Match Point 2026, la partita del futuro: intelligenza artificiale, forza delle piccole imprese e sfide per l’Europa

Studi
8 Settembre 2026·EVENTI

Match Point 2026, la partita del futuro: intelligenza artificiale, forza delle piccole imprese e sfide per l'Europa

Dalla rapida diffusione dell'IA alla tenuta delle micro e piccole imprese, fino alle scelte europee su industria, energia e transizione: il Rapporto "La partita del futuro: coordinate e dati chiave", presentato a Match Point 2026 dall'Ufficio Studi e dagli Osservatori in Rete di Confartigianato, delinea punti di forza e criticità del sistema produttivo italiano e le coordinate entro cui si giocherà la competitività dei prossimi anni. Qui per scaricare il Report.

La presentazione è stata introdotta da Enrico Quintavalle, Responsabile Ufficio Studi Confartigianato, che ha delineato il filo conduttore di un'economia attraversata da trasformazioni profonde e simultanee. Digitalizzazione e IA modificano processi produttivi e organizzazione del lavoro, mentre crisi geopolitiche, transizione energetica, debolezza della manifattura e vincoli di bilancio rendono più complesso il quadro nel quale le imprese devono investire. In questa partita del futuro, le piccole imprese rappresentano una componente dinamica del sistema produttivo, chiamata ancora una volta ad adattarsi al cambiamento.

L'IA corre nelle imprese, ma il nodo sono le competenze - L'intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nelle micro e piccole imprese, trasformando il modo di lavorare e attraversando tutte le funzioni aziendali. Come ha evidenziato Carlotta Andracco dell'Ufficio Studi Confartigianato Vicenza, il principale ostacolo all'adozione dell'IA, dichiarato dal 58,6% delle imprese, riguarda la mancanza di competenze: servono persone capaci di comprendere e integrare la tecnologia nei processi e trasferirla anche lungo le filiere.

Energia, infrastrutture e investimenti diventano nuovi fattori di competitività nella corsa globale all'IA e l'Europa è chiamata a rafforzare la propria capacità di competere.

L'artigianato ha già dimostrato una forte capacità di adattamento durante le precedenti trasformazioni tecnologiche e anche in questa fase sta dimostrando un forte dinamismo: il 61,7% delle piccole imprese ha programmato piani di investimenti strutturati nel digitale e quasi una piccola impresa su 6 utilizza tecnologie di intelligenza artificiale (14,8%). L'intelligenza artificiale, se integrata strutturalmente, potrà aumentare produttività ed efficienza, ma saranno le persone, con la loro intelligenza, esperienza e creatività, a continuare a generare valore.

Noi dentro il Paese: i punti di forza delle imprese - La seconda coordinata, sviluppata da Monica Salvioli dell'Ufficio Studi Lapam Confartigianato Modena - Reggio Emilia, riguarda i punti di forza delle micro e piccole imprese italiane: capacità di essere contemporaneamente globali e locali, produttrici di qualità, garantendo sostenibilità e lavoro. In un periodo dominato dall'incertezza, la crescita dell'economia italiana poggia le basi su un diffuso e performante sistema di micro e piccole imprese (MPI). Le MPI italiane lavorano sempre più in rete e all'interno di filiere internazionali, contribuendo alla crescita dell'export di eccellenza del made in Italy. L'Italia, infatti, è il primo paese in UE per export diretto delle MPI, con un valore pari al 2,7% del PIL. Al contempo le MPI sono protagoniste all'interno di una crescente economia di prossimità, che ne valorizza la qualità e la maggiore sostenibilità, intercettando la sensibilità di oltre 12,3 milioni di consumatori italiani che acquistano prodotti a chilometro zero. Queste imprese crescono, anche dimensionalmente, trainando il mercato del lavoro - che vede salire di 4,1 punti il tasso di occupazione rispetto al 2019 - offrendo ambienti di lavoro inclusivi e attenti alla persona. In anni di incertezza e veloci cambiamenti le MPI hanno dimostrato di saper salvaguardare la propria competitività, evolvendo e innovando.

Le sfide per l'Europa nell'era dell'incertezza - La terza coordinata, sviluppata da Licia Redolfi dell'Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, sposta l'attenzione sul quadro europeo. Tra il 2019 e il 2025 l'Italia ha mostrato una buona capacità di resilienza, con il PIL pro capite cresciuto più della media europea (+7,8% contro +5,8%). Una crescita però fragile e sostenuta dal PNRR, senza il quale oggi saremmo in stagnazione. Nel dopo PNRR torna quindi centrale la capacità produttiva del Paese: la manifattura italiana, indebolitasi rispetto alla traiettoria europea, trova nella crisi dell'automotive uno degli esempi più evidenti, con una produzione in calo del 26,9% rispetto al 2019. La sfida della transizione è quindi non solo ambientale, ma anche industriale. La crisi di Hormuz richiama inoltre il nodo della sicurezza energetica: l'energia non è solo un costo, ma una questione di dipendenza, volatilità e capacità di produrre, con effetti che si trasferiscono su inflazione, tassi e credito. Con margini di finanza pubblica stretti, la vera sfida non è solo trovare risorse, ma decidere cosa finanziare per sostenere crescita e competitività. L'Europa, infine, non è lo sfondo della partita italiana: le sue scelte industriali, ambientali, energetiche e monetarie entrano direttamente nel conto economico delle imprese e determineranno chi resterà dentro la partita del futuro.

Peso del PIL mondiale di Usa, Cina, altri emergenti asiatici e Ue

1982-2026, frequenza quadriennale, % PIL mondo in USD correnti - Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Fondo monetario internazionale

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