07/20/2026 | Press release | Archived content
A cura di Roberto Marzocca, Head of Cybersecurity di Kirey
Da sempre, il settore della cybersicurezza sostiene che le persone rappresentano l'anello più debole della propria catena, ribadendo come la formazione sia l'unica vera e propria soluzione alla "human liability".
Ancora oggi, i dati lo confermano: secondo il Verizon DBIR 2025, il 68% degli incidenti/breach analizzati coinvolge un elemento umano (phishing, social engineering, errori, abuso di credenziali), a testimonianza di come la superficie vulnerabile non sia solo tecnologica, ma coinvolga in misura significativa anche la sfera cognitiva e comportamentale umana.
Per oltre vent'anni, la cybersecurity awareness ha quindi cercato di insegnare alle persone a riconoscere i segnali di pericolo. Questo approccio si è tradotto in un vasto ecosistema di programmi di formazione, basati su valutazioni periodiche (spesso annuali o mensili), e su sessioni formative integrate, tendenzialmente attivate dopo il mancato superamento di un test di phishing.
Ma se il phishing, nato nella seconda metà degli anni '90, ha impiegato quasi vent'anni per diventare una delle tecniche di cyberattacco dominanti, seguendo l'adozione di massa delle e-mail, oggi il ciclo di innovazione dell'IT si misura in settimane, talvolta giorni, e con esso evolve anche il panorama delle minacce. Per questo, dobbiamo chiederci se non debba evolvere anche la formazione, passando dalla semplice sensibilizzazione allo sviluppo della capacità di prendere decisioni consapevoli.
Con l'arrivo dell'intelligenza artificiale, il concetto stesso di errore umano sta cambiando. Non si tratta più soltanto di cliccare sul link sbagliato, ma di interagire con sistemi che possono essere influenzati o manipolati.
Non a caso, la OWASP Foundation ha classificato il Prompt Injection (che consente di "iniettare" istruzioni malevole dentro e-mail, PDF o pagine web che l'IA legge, inducendola ad aggirare regole, dare priorità sbagliate e recuperare contenuti da fonti non affidabili) come la vulnerabilità numero uno delle applicazioni basate su LLM già nella prima Top 10 del 2023, confermandolo anche nell'aggiornamento del 2025.
La curva di adozione di queste tecniche AI-based è impressionante, e ha trovato un terreno incredibilmente fertile nel fenomeno della Shadow AI, ovvero l'adozione crescente di strumenti di IA da parte dei dipendenti spesso non autorizzati, non supervisionati e non integrati nei presìdi aziendali. È qui che per la cybersecurity si è aperta una nuova zona grigia: conversazioni e documenti possono uscire dai perimetri controllati, mentre le decisioni operative vengono accelerate da suggerimenti automatici non sempre verificabili.
Le persone oggi devono imparare non solo a usare l'IA , ma a supervisionarla criticamente, e per questo il vecchio assunto formativo sta iniziando a mostrare fortemente i propri limiti. Le e-mail di phishing possono essere perfettamente scritte, prive di errori grammaticali e altamente personalizzate. Le chiamate possono utilizzare voice cloning. I documenti possono essere generati con uno stile coerente con quello aziendale.
La domanda che un cybersecurity training rivolge ai propri discenti deve pertanto adeguarsi: non solo "Sai riconoscere un attacco", ma "Sai prendere decisioni sicure quando non hai abbastanza informazioni?". Un cambio di paradigma che impone riflessioni sia in termini di personalizzazione dei contenuti formativi che di tempistiche e modalità di engagement.
La cybersecurity awareness in questo modo diventa una disciplina di behavior change, più vicina alla psicologia comportamentale che alla formazione tradizionale, sottolineando ancora di più come l'IA non elimini il fattore umano nella sicurezza, ma ne cambi il ruolo.
Se prima alle persone si chiedeva soprattutto di non commettere errori, oggi si chiede di prendere decisioni corrette in collaborazione con sistemi intelligenti. La vera resilienza organizzativa dipenderà quindi non solo dalla qualità degli algoritmi, ma dalla qualità del rapporto tra persone, processi e IA.