03/13/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/13/2026 11:18
Il WWF segue con massima allerta la situazione della metaniera russa ArcticMetagaz, alla deriva dopo una serie di esplosioni avvenute tra il 3 e il 4 marzo, attualmente localizzata a circa 26 miglia da Linosa nel Canale di Sicilia.
L'imbarcazione, priva di equipaggio e fuori controllo, trasporta un carico estremamente pericoloso di circa 900 tonnellate di gasolio e oltre 60.000 tonnellate di gas naturale liquefatto (GNL).
Rischio elevatissimo
Una potenziale fuoriuscita potrebbe causare incendi, nubi criogeniche letali per fauna marina, e inquinamento ampio e duraturo delle acque e dell'atmosfera. L'area interessata è di eccezionale valore ecologico, con ecosistemi profondi fragili e una biodiversità tra le più elevate del bacino mediterraneo. Ospita, tra gli altri, quasi tutte le specie marine protette del Mediterraneo, sia pelagiche che bentoniche, dalle tartarughe marine ai cetacei, ed è attraversata da grandi predatori pelagici come il tonno rosso e il pescespada.
Il rischio ambientale è quindi elevatissimo e potenzialmente irreversibile, con serie ricadute anche sulle economie delle Isole Pelagie, basate su pesca e turismo.
Inoltre, è l'ennesima prova della pericolosità del continuare a dipendere energeticamente dalle fonti fossili le cui emissioni hanno un impatto decisivo sulla crisi climatica, che hanno conseguenze gravissime sull'ambiente durante tutto il loro ciclo di vita e che in caso di incidenti puntuali comportano rischi elevatissimi sui territori interessati.
Viene anche da chiedersi cosa ci facesse una metaniera russa nel Canale di Sicilia, visto il blocco delle forniture derivante dall'embargo, valido per i Paesi dell'Unione Europea.
Le richieste del WWF alle Autorità competenti
Vista la gravità della situazione, il WWF chiede con urgenza l'intervento delle autorità competenti per:
Il WWF ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le Autorità per fornire supporto tecnico-scientifico e contribuire alla tutela di un'area marina di valore eccezionale, oggi seriamente minacciata.
Il richiamo alle norme internazionali
Il WWF richiama inoltre il quadro normativo internazionale ed europeo per la prevenzione e la gestione dell'inquinamento marino, in particolare la Convenzione di Barcellona (UNEP/MAP) e i relativi protocolli, nonché le attività di REMPEC per la risposta agli incidenti marittimi. A livello globale si applicano le convenzioni dell'IMO, tra cui MARPOL, mentre nell'Unione Europea rilevano la Direttiva Quadro sulla Strategia Marina e la Direttiva sul monitoraggio del traffico navale. Tali strumenti rafforzano l'obbligo degli Stati costieri di cooperare e intervenire tempestivamente per prevenire gravi danni agli ecosistemi del Mediterraneo.
"Quanto sta avvenendo in queste ore nel Canale di Sicilia desta la massima preoccupazione. Gli eventi che stiamo osservando ci ricordano, ancora una volta, quanto sia urgente e indispensabile rafforzare il nostro impegno per la tutela dei mari, sia a livello nazionale che nel quadro della cooperazione internazionale", dichiara Giulia Prato, Responsabile Programma Mare del WWF Italia.
"Il Mar Mediterraneo è già sottoposto a forti pressioni dovute alle attività umane e al cambiamento climatico. Eventi come questo mettono in luce l'urgenza di rafforzare le misure di tutela, i controlli sulla navigazione e i meccanismi di risposta rapida, per proteggere i fragili ecosistemi del nostro mare" spiega Giuseppe di Carlo, Direttore e CEO di WWF Mediterranean Marine Initiative. " È fondamentale garantire un immediato coordinamento tra le autorità competenti e un rapido dispiegamento delle misure di prevenzione e risposta, per scongiurare un disastro ambientale che rischierebbe di colpire non solo la biodiversità marina, ma anche le comunità costiere e le attività di pesca dell'area".