Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation of the Italian Republic

07/23/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/23/2026 11:06

Estratti intervento Ministro Tajani – Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura (Verona)

L'Italia è, prima di tutto, una grande potenza culturale. Ed è proprio da questa consapevolezza che deve partire la sua presenza nel mondo.

Gli Istituti Italiani di Cultura sono una componente essenziale di questa strategia. Non rappresentano un accessorio della politica estera, ma una delle sue espressioni più efficaci: diffondono la lingua, raccontano l'identità italiana e promuovono ciò che rende unico il nostro Paese. Cultura, infatti, non significa soltanto libri e arti visive, ma anche cucina, musica, design, artigianato, stile di vita, capacità di stare insieme.

Quando difendiamo la dieta mediterranea, non difendiamo soltanto un modello alimentare: difendiamo una parte essenziale della nostra identità. E dentro questa identità c'è anche il vino, che non è una semplice bevanda, ma un elemento della cultura italiana e mediterranea, un linguaggio sociale, un rito conviviale, un tratto della nostra storia che va dall'antica Roma alla tradizione cristiana, fino alla tavola contemporanea. Attaccare il vino in nome di slogan superficiali significa spesso ignorare il suo valore culturale, oltre che economico e simbolico, per l'Italia.

La cultura è anche la nostra musica, la musica leggera ma anche la musica folkloristica. In occasione di un evento dedicato al Turismo delle Radici, che è parte della nostra politica estera per attrarre i turisti di origine italiana in Italia o italiani che vivono all'estero, abbiamo riunito le bande, che fanno parte della nostra identità.

Questa visione della cultura ha anche una forza economica evidente. L'industria culturale e creativa nel 2025 ha generato 116 miliardi di valore aggiunto. Il nostro settore culturale vale circa 310 miliardi, oltre il 15% della ricchezza nazionale, con oltre 1,5 milioni di occupati.

Quest'anno siamo ospiti d'onore alla Fiera di Guadalajara, che sarà una grande opportunità per far conoscere la nostra identità a quelle centinaia di migliaia di persone che visiteranno quella Fiera.
La cultura, dunque, non è solo patrimonio simbolico: è una leva concreta di sviluppo, occupazione e turismo.

Per questo gli Istituti di Cultura sono una tessera del grande mosaico dell'Italia nel mondo e devono essere pienamente integrati nella diplomazia economica del Paese. Ambasciate, ICE, SIMEST, SACE e rete culturale devono lavorare in modo coordinato, perché la promozione dell'Italia nel mondo non riguarda solo l'immagine, ma anche l'export, l'internazionalizzazione delle imprese e la capacità di attrarre interesse verso il nostro sistema produttivo e creativo.

Da qui discende anche una precisa scelta politico-amministrativa: la riforma che ha reso il Ministero degli Esteri un Ministero bicapite, con una testa politica e una economica, ha chiarito che la promozione culturale non è separata dalla crescita del Paese, ma ne è parte integrante. Non a caso gli Istituti Italiani di Cultura sono collocati nella Direzione Generale per la crescita: una scelta che riconosce come cultura ed economia debbano procedere insieme, dentro una strategia unitaria di diplomazia, attrazione, internazionalizzazione e sviluppo.

Ma cultura è anche sinonimo di dialogo. E proprio per questo assume rilievo l'appuntamento del 28 e 29 luglio a Roma, dove Italia e Arabia Saudita presiederanno una riunione dell'Alleanza globale per la soluzione a due Stati, con una forte componente dedicata al dialogo interreligioso. È un passaggio importante, perché conferma che la cultura può diventare strumento di pace, confronto e costruzione di prospettive condivise in uno dei contesti più delicati della scena internazionale.

La lingua italiana resta poi un altro pilastro di questa proiezione nel mondo. Non è soltanto un mezzo di comunicazione, ma un veicolo di fascino, identità e attrazione. I corsi di lingua organizzati dagli IIC, insieme alle iniziative dedicate all'italofonia, rafforzano la presenza dell'Italia e ne ampliano la capacità di influenza. Anche qui si vede come cultura e diplomazia siano inseparabili.

Voi Direttrici e Direttori degli Istituti di Cultura rappresentate il cuore della nostra civiltà, della nostra identità. Dobbiamo continuare a lavorare anche attraverso il vostro impegno, con le università dei diversi paesi, incrementando il numero delle borse di studio per giovani stranieri che vengono a studiare in Italia e per attrarre talenti, penso all'Africa ma non solo. Al vertice Italia - Francia di Antibes abbiamo annunciato il lancio di un programma "giovani talenti" a cui lavoreremo insieme all'Università Luiss, con giovani talenti italiani che andranno a studiare in Francia.

In questo quadro, gli Istituti non sono semplici punti di rappresentanza: sono antenne dell'Italia nel mondo. Trasmettono eccellenza, raccolgono idee, intercettano talenti, creano relazioni. È da qui che passa una parte decisiva della crescita del Paese, perché una nazione che sa valorizzare la propria cultura sa anche rafforzare la propria economia, la propria credibilità internazionale e la propria capacità di dialogo.

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