Confagricoltura Lombardia

08/13/2026 | News release | Distributed by Public on 08/13/2026 09:48

L'agricoltura lombarda nella morsa del clima: tra caldo, siccità ed eventi estremi

Campi bruciati e fiumi in secca: la siccità azzoppa l'agricoltura europea. La morsa del caldo estremo e la carenza idrica stanno decimando i raccolti estivi in tutto il Continente. Il network europeo Copernicus lancia l'allarme: oltre il 60% del territorio italiano è in stato di sofferenza climatico.

L'agricoltura europea sta vivendo una delle estati più difficili degli ultimi decenni. Le ondate di calore prolungate e l'assenza cronica di precipitazioni non rappresentano più un'eccezione meteo, ma una crisi strutturale che può arrivare a minacciare la sicurezza alimentare e l'economia del Continente.

Secondo gli ultimi studi pubblicati dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), i soli danni economici legati alla siccità rischiano di contrarre il PIL europeo per miliardi di euro. In questo quadro spiccano le condizioni di grave arretramento dei principali fiumi europei.

La mappa dello stress idrico europeo fotografa una situazione critica che si estende da Est a Ovest.

Francia e Germania: Il 70% del territorio francese è soggetto a severe restrizioni idriche, mentre la secca del Reno minaccia persino i trasporti commerciali.

Centro ed Est Europa: I bassi livelli del Danubio stanno compromettendo la produzione idroelettrica, mentre i raccolti di mais e girasole in Romania, Ungheria e Bulgaria registrano cali verticali.

Nel nostro paese la portata del fiume Po è scesa a circa un terzo dei valori storici. Questo ha provocato la risalita del cuneo salino nel Delta, rendendo l'acqua inutilizzabile per irrigare i campi di riso e mais. Al Centro-Sud, le temperature record stanno letteralmente "cuocendo" gli ortaggi sulle piante prima della raccolta. Nelle stalle la situazione non è migliore: le mucche mangiano meno e bevono il doppio, provocando un crollo immediato della produzione di latte.

A questo si aggiunge la scure dei costi energetici: per tenere in funzione i sistemi di irrigazione d'emergenza e i ventilatori nelle stalle, le aziende agricole stanno affrontando spese insostenibili che comprimono al minimo i margini di profitto.

Nell'area padana e in Lombardia la situazione è particolarmente critica nel bacino del lago Maggiore con grave compromissione della coltivazione del riso in Lomellina. Solo di recente si è raggiunto un accordo con la Svizzera per il rilascio di acque verso il lago Maggiore da quel versante.

I dati satellitari del programma europeo Copernicus Climate Change Service indicano che oltre il 60% del territorio nazionale è colpito da siccità, con picchi che vanno dall'allerta moderata a quella grave. Ciò che rende la situazione critica per quanto attiene i futuri raccolti ma anche per danni dovuti a grandinate ma anche incendi.

Le preoccupazioni per il futuro dell'agricoltura lombarda sono tangibili, gli agricoltori sono presi in mezzo da caldo, siccità ed eventi estremi. Fausto Nodari, agricoltore di Offlaga: "Sì ho avuto danni da grandine, sono assicurato ma sugli indennizzi c'è una franchigia del 10%, e non è la stessa cosa di avere un buon raccolto. Inoltre, oggi l cereali vengono venduti in anticipo non è possibile stoccarli come si faceva in tempo nell'aia. Ma poi c'è un'altra criticità lo stress termico e idrico è causa dell'insorgenza aflatossine che aggrediscono la pannocchia. Quindi c'è un problema di sanità delle produzioni oltre che di quantità se permane la difficoltà di irrigare".

Secondo prime stime di danni questa grave situazione incide sui prodotti ortofrutticoli, con un calo delle rese tra il 10 ed il 20%, le grandi colture cerealicole sono in forte sofferenza e si difendono solo dove è possibile irrigare con continuità, la produzione di latte sta subendo una contrazione dell'ordine del 10%. Nelle aree montane i pascoli sono ingialliti e la produzione foraggera risente pesantemente da mesi della carenza idrica. Il timore è che il perdurare di questa situazione possa vanificare i redditi delle imprese agricole ma anche arrivare ad incidere sul prezzo di vendita futuro delle derrate alimentari.

Alcuni comuni del cremonese insieme alla Provincia di Cremona e alla Libera Associazione Agricoltori Cremonesi hanno formalmente richiesto a Regione Lombardia il riconoscimento dello stato di crisi. Richiesta che con una nota congiunta degli assessori Beduschi e Guidesi, al momento, non è stata accordata, confidando che la situazione possa essere gestita ancora con gli strumenti normali di cui si dispone.

Confagricoltura Lombardia published this content on August 13, 2026, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on August 13, 2026 at 15:49 UTC. If you believe the information included in the content is inaccurate or outdated and requires editing or removal, please contact us at [email protected]