CNCA - Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza

03/26/2026 | News release | Distributed by Public on 03/26/2026 12:15

Il Parlamento europeo respinga il compromesso sul regolamento rimpatri che non tutela i minori

26 marzo 2026

MIGRAZIONE: IL PARLAMENTO EUROPEO RESPINGA IL COMPROMESSO
SUL REGOLAMENTO RIMPATRI E METTA I MINORI AL SICURO DA VIOLAZIONI SISTEMATICHE
L'appello di 20 organizzazioni della società civile attive per la tutela dei minori migranti
in occasione della votazione della misura oggi in plenaria a Bruxelles

L'Europa non può permettere che migliaia di minori vengano lasciati indietro. Serve una legislazione che li protegga e non che li esponga a ulteriori rischi.

Per questo, 20 organizzazioni della società civile impegnate nella tutela di bambini, bambine e adolescenti (Ai.bi, Agevolando, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CeSPI ETS, CIDAS, CISMAI, CNCA, Consiglio Italiano per i Rifugiati, Cooperativa CivicoZero, Defence for Children International Italia, Intersos, Oxfam, Save the Children, SOS Villaggi dei bambini, Terre des Hommes Italia, Tutori in rete) lanciano oggi un appello urgente ai membri del Parlamento europeo affinché respingano in plenaria il compromesso raggiunto il 9 marzo tra PPE, ECR e PfE nella Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) sul cosiddetto Regolamento Rimpatri.

Secondo le organizzazioni, la proposta attuale mette seriamente a rischio migliaia di minori soli e famiglie con bambini, ignorando principi fondamentali del diritto europeo e internazionale in materia di diritti umani e aggravando le criticità di un sistema già fragile.

Il compromesso adottato in Commissione LIBE non introduce alcuna procedura chiara per valutare il superiore interesse del minore prima dell'adozione o dell'esecuzione di una decisione di rimpatrio. Il riferimento al superiore interesse rimane generico e privo di criteri su quando e come debba essere effettivamente accertato, né vengono indicate le conseguenze di tale valutazione sul processo decisionale.

La proposta consente inoltre periodi di detenzione fino a 24 mesi, anche per famiglie con bambini e minori non accompagnati: nonostante numerosi esperti in tutela dell'infanzia abbiano stabilito che la detenzione dei minori non sia mai compatibile con il superiore interesse del minore, questo Regolamento ne prevede l'applicazione estensiva, seppure come misura di ultima istanza. Purtroppo, alcuni Stati membri già oggi detengono sistematicamente i minori e il compromesso rischia di legittimare e ampliare questa pratica estremamente lesiva dei loro diritti e della loro salute.

Vi è poi un ulteriore elemento di grave preoccupazione, vale a dire la possibilità di rimpatriare i minori, inclusi quelli non accompagnati, verso Paesi con cui essi non hanno alcun legame significativo né prospettive di integrazione sicura e dove non esistono garanzie adeguate di accoglienza, unità familiare o protezione, esponendoli a trasferimenti traumatici, a condizioni di vulnerabilità estrema e, anche in questo caso, a detenzione de facto.

Il compromesso non sembra poi affrontare cosa accade quando un rimpatrio non è possibile da eseguire, né immediatamente né nel lungo termine. Già oggi, due minori su tre coinvolti in procedure di rimpatrio restano nell' Unione europea per anni, privi di uno status giuridico stabile o di accesso adeguato ai servizi di base. La nuova normativa rischierebbe di espandere questo limbo legale, aumentando il sovraccarico amministrativo per le autorità nazionali, e finirebbe ancora per portare a un ampio uso della detenzione come soluzione.

Le organizzazioni segnalano che il testo contiene disposizioni incompatibili con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, compresi principi essenziali come l'effetto sospensivo dei ricorsi. La proposta, inoltre, va in controtendenza rispetto alle indicazioni dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) e le raccomandazioni di quindici esperti ONU per i Diritti Umani, che hanno già richiamato l'UE al rispetto degli standard internazionali sulla protezione dei minori.

Questo compromesso potrebbe inoltre esporre l'Unione e gli Stati membri a contenziosi costosi, misure provvisorie, ricorsi ripetuti e possibili sanzioni, aggravando ulteriormente il carico amministrativo e giudiziario.

In vista del voto in plenaria, le organizzazioni firmatarie invitano l'intero Parlamento europeo a respingere questo compromesso e a lavorare per un quadro normativo che, invece, tuteli davvero l'interesse superiore del minore, rispetti i diritti fondamentali e gli standard internazionali, garantisca alternative stabili alla detenzione, evitandola per i minori, e preveda percorsi di protezione e inclusione per i bambini e le famiglie coinvolte.

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