06/10/2026 | News release | Archived content
10 giugno 2026
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione Tommaso Foti, e degli altri ministri competenti, ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi relativi all'attuazione di norme europee.
Il decreto attua i criteri di delega per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale al regolamento (UE) 2024/3005 e introduce modifiche di coordinamento al decreto legislativo n. 47/2026, al Codice civile e al Testo unico della finanza, anche mediante la correzione di errori materiali, rinvii interni e refusi, al fine di garantirne chiarezza e corretta applicazione. Il regolamento europeo rafforza la trasparenza, l'integrità e l'affidabilità delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG), contribuendo al corretto funzionamento del mercato della finanza sostenibile e alla fiducia degli investitori.
In tale ambito, introduce requisiti di autorizzazione, trasparenza e organizzazione per i fornitori di rating ESG, nonché misure per la prevenzione dei conflitti di interesse, sotto la vigilanza dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).
Il provvedimento prevede, tra l'altro, l'individuazione della Consob quale autorità competente per l'esercizio delle funzioni e dei poteri previsti dal regolamento, nonché interventi di coordinamento e aggiornamento della normativa vigente.
Il provvedimento è volto ad adeguare l'ordinamento giuridico nazionale allee disposizioni del regolamento delegato (UE) 2022/1644 e del regolamento di esecuzione (UE) 2022/1646, al fine di garantire un sistema armonizzato, efficace e aggiornato di controlli ufficiali sui residui di sostanze farmacologicamente attive negli animali destinati alla produzione di alimenti e nei prodotti di origine animale. L'intervento si inserisce nel contesto del regolamento (UE) 2017/625 e tiene conto dell'abrogazione della direttiva 96/23/CE, con conseguente superamento del precedente assetto normativo nazionale.
Il provvedimento persegue la finalità di adeguare formalmente e sostanzialmente l'ordinamento nazionale alle disposizioni unionali e di riordinare e razionalizzare la disciplina vigente, eliminando duplicazioni e disposizioni non più coerenti con il quadro europeo.
In tale ambito, viene disciplinato il Piano Nazionale Residui (PNR), quale strumento centrale per la pianificazione, esecuzione e rendicontazione dei controlli ufficiali, articolato in tre componenti: il Piano mirato, basato sul rischio, volto a verificare la conformità della produzione rispetto alla normativa europea e ai limiti di residui; il Piano di sorveglianza, fondato su controlli casuali per il monitoraggio di un'ampia gamma di sostanze; il Piano paesi terzi, diretto al controllo, anch'esso basato sul rischio, degli animali e dei prodotti importati. Il numero minimo di campioni è definito a livello europeo in base alla produzione, alla popolazione e ai flussi di importazione, mentre la programmazione annuale è modulata in funzione dei fattori di rischio, quali non conformità degli anni precedenti o segnalazioni territoriali. Il decreto consolida, in un testo unitario, le competenze e le responsabilità delle autorità coinvolte, nel rispetto del riparto costituzionale di funzioni tra Stato e Regioni e del principio di leale collaborazione.
Le attività di controllo sono pianificate, eseguite e rendicontate attraverso il sistema informatico NSIS/RaDISAN, al fine di garantire tracciabilità, uniformità dei dati e integrazione nazionale ed europea.
(fonte: Palazzo Chigi)