03/12/2026 | News release | Distributed by Public on 03/12/2026 09:52
"Una grande comunità di professionisti che da oltre due secoli svolge un servizio essenziale per il Paese. Un'unica realtà fatta di professionalità diverse che lavorano insieme e si sostengono reciprocamente". E' così che Stefano Carmine De Michele, capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, sintetizza il suo pensiero di apprezzamento e riconoscenza nei confronti del Corpo di polizia penitenziaria. Lo fa in una intervista rilasciata a Leandro Del Gaudio per il Mattino di Napoli E lo fa proprio a ridosso del 209° compleanno del Corpo, che dal 14 marzo sarà festeggiato a Napoli con una serie di iniziative, per culminare il 18 nella cerimonia di chiusura alla presenza del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, del sottosegretario Andrea Delmastro delle Vedove.
Saranno spente 209 candeline e farlo a Napoli ha "forte valore simbolico", prosegue De Michele, perché "é una città nella quale la presenza dello Stato e la pressione delle organizzazioni criminali si sono spesso confrontate in modo diretto e gli istituti penitenziari campani rappresentano da sempre contesti in cui il lavoro della Polizia penitenziaria richiede professionalità, equilibrio e grande senso dello Stato". De Michele ha ricordato i caduti del Corpo, perché "la memoria é parte integrante dell'identità del Corpo, c'é una storia personale, una famiglia, una vita dedicata a servire lo Stato".
Molti gli appuntamenti, come quello previsto dinanzi a Poggioreale, il 18 mattina, prima della cerimonia, durante il quale verrà deposta una corona: "In Campania diversi istituti portano il nome di vittime del dovere - ha ricordato De Michele -, non sono scelte formali, ma segni concreti di memoria e responsabilità".