10/21/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/21/2026 02:47
Comunicato stampaPubblicato il 21 ottobre 2026
Berna, 21.10.2026 - Il 21 ottobre 2026 il Consiglio federale ha adottato il parere sull'iniziativa parlamentare «Creare le basi per un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera». Questo sistema mira a livellare le differenze nei costi delle emissioni di CO2 della produzione di cemento tra la Svizzera e Paesi terzi con politiche climatiche meno ambiziose. In questo modo si contribuisce a evitare la delocalizzazione all'estero della produzione di cemento e la rilocalizzazione delle emissioni di CO2. Il Consiglio federale chiede al Parlamento di accogliere il progetto proposto dalla CAPTE-N per una nuova «legge federale concernente l'adeguamento del carbonio alle frontiere nell'importazione di merci in cemento». Considerato l'impatto sul commercio estero, il Governo raccomanda inoltre di prevedere un meccanismo di innesco.
In Svizzera e nell'Unione europea (UE), gli impianti industriali con le maggiori emissioni di gas serra sono integrati in un sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE, v. riquadro). Per incentivare una produzione a minore intensità di carbonio e limitare il rischio di delocalizzazione della produzione in Paesi terzi al di fuori dell'UE, quest'ultima dispone di un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere («Carbon Border Adjustment Mechanism», CBAM). Il CBAM assegna un prezzo del CO2 ai prodotti fabbricati al di fuori dell'UE e la cui produzione genera ingenti emissioni di CO2. In tal modo tutte le merci importate soggette al CBAM soggiacciono allo stesso prezzo del CO2.
L'iniziativa parlamentare 21.432 «Creare le basi per un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera» chiede la creazione di una base legale per un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere in Svizzera. Il progetto preliminare della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) prevede un sistema limitato al settore del cemento. Questo perché, tra i settori coperti dal SSQE, quello del cemento risulta a maggiore intensità di emissioni. L'esecuzione avverrà nel modo più semplice possibile tramite un'autodichiarazione degli importatori di cemento e la relativa fatturazione da parte della Confederazione.
In linea di massima, il Consiglio federale reputa che la proposta della CAPTE-N sia adeguata a evitare la delocalizzazione della produzione di cemento e la rilocalizzazione delle relative emissioni in Paesi terzi nonché a creare sicurezza di investimento in Svizzera. Tuttavia, ritiene che l'introduzione di un meccanismo del genere possa comportare dei rischi per il commercio estero. La legge dovrebbe quindi applicarsi soltanto in caso di notevole aumento delle importazioni di cemento da Paesi terzi. Il Consiglio federale raccomanda pertanto di prevedere un meccanismo di innesco.
In Svizzera i fabbricanti di cemento sono integrati in un sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) collegato a quello dell'UE. Questo sistema mira a ridurre gradualmente le emissioni degli impianti industriali a maggiori emissioni di gas serra. Per le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione di cemento, i fabbricanti di cemento devono restituire diritti di emissione. La quota di diritti di emissione assegnati a titolo gratuito sarà ridotta gradualmente fino al 2034, facendo così diventare più costosa la produzione di cemento. I fabbricanti al di fuori dell'Europa non sono soggetti a tale obbligo, il che comporta un aumento del rischio di delocalizzazione della produzione e la rilocalizzazione delle relative emissioni dalla Svizzera a Paesi al di fuori dell'UE