05/19/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/19/2026 07:00
(Arv) Venezia, 19 maggio 2026
"Ho depositato una mozione in Consiglio regionale del Veneto, in merito al progetto del bacino di espansione 'Grave di Ciano', lungo il fiume Piave, in provincia di Treviso. L'iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione per un'opera di grande scala, prevista su un'area fluviale di altissimo valore ambientale, paesaggistico, agricolo e storico, che secondo i promotori avrebbe la funzione di ridurre il rischio idraulico e contenere le piene del Piave, ma che al tempo stesso solleva interrogativi sempre più forti da parte delle comunità locali e di diversi amministratori del territorio". Lo dichiara il consigliere regionale Davide Lovat (Resistere Veneto).
"Non si può affrontare un intervento di questa portata senza garantire la massima trasparenza e il pieno coinvolgimento dei territori interessati - dichiara Lovat -. La mozione nasce dall'esigenza di riportare al centro del dibattito pubblico il tema della conoscenza completa degli atti e della partecipazione democratica. Nel testo depositato in Consiglio regionale si chiede alla Giunta di attivarsi con urgenza presso l'Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali affinché venga garantita la piena accessibilità a tutta la documentazione tecnica relativa al progetto, comprese le analisi idrauliche, geologiche e ambientali. Parallelamente si sollecita la Regione ad assumere un ruolo diretto attraverso la struttura competente in materia di Difesa del Suolo, istituendo un sistema di monitoraggio indipendente e continuativo sugli impatti dell'opera, non soltanto dal punto di vista idraulico, ma anche ambientale, economico e paesaggistico".
"La mozione - aggiunge Lovat - pone inoltre l'accento sulla necessità di rafforzare il coinvolgimento dei Comuni direttamente interessati, che in queste settimane hanno espresso forti criticità proprio in relazione alla difficoltà di accesso agli atti e alla completezza delle informazioni disponibili. È inaccettabile che i territori chiamati a subire o a ospitare trasformazioni così radicali non dispongano di tutti gli elementi necessari per una valutazione piena e consapevole. Facciamo presente anche, la dimensione identitaria e storica delle 'Grave di Ciano', considerate non solo un ecosistema fluviale di pregio, ma anche un luogo profondamente legato alla memoria collettiva del Veneto. In questo senso, la mozione si inserisce in un contesto più ampio che vede anche iniziative locali volte al riconoscimento del valore culturale e paesaggistico dell'area ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio".
"Tra l'altro - ricorda Lovat - di avere già trasmesso una formale richiesta al Commissario straordinario dell'Autorità di Bacino per ottenere l'intera documentazione progettuale. Abbiamo chiesto chiarezza prima ancora di portare il tema in Consiglio regionale, perché su un'opera che interessa centinaia di ettari e che potrebbe incidere in modo irreversibile su un ecosistema delicato come quello del Piave non possono esistere zone d'ombra o ritardi nell'accesso alle informazioni".
"La posizione del gruppo Resistere Veneto - esorta Lovat - non si pone in termini di contrapposizione pregiudiziale, ma di responsabilità istituzionale. La sicurezza idraulica è un obiettivo fondamentale, ma non può essere perseguita senza un rigoroso bilanciamento con la tutela dell'ambiente, del paesaggio e della storia dei luoghi. La vera sicurezza nasce dalla conoscenza, non dall'opacità. E concludo ribadendo che il Piave e le 'Grave di Ciano', rappresentano un patrimonio che appartiene non solo al Veneto di oggi, ma alle generazioni future".