01/26/2026 | Press release | Distributed by Public on 01/26/2026 11:17
La morte a Minneapolis di Alex Pretti, un cittadino americano ucciso dagli agenti dell'Ice (Immigration and Customs Enforcement), alza il livello dello scontro interno negli Stati Uniti e pone Donald Trump di fronte a un'ondata di indignazione e biasimo. Il video dell'omicidio di Pretti, un infermiere di terapia intensiva di 37 anni intervenuto per aiutare due donne strattonate dagli agenti in pieno giorno, nel capoluogo del Minnesota, a pochi isolati di distanza da dove - appena due settimane prima - era stata uccisa a sangue freddo Renée Nicole Good ha infiammato il dissenso. Nel fine settimana manifestanti sono scesi in piazza, nonostante un'anomala ondata di gelo che attraversa numerosi Stati, per chiedere giustizia e il ritiro degli agenti federali dalla città del Minnesota, costringendo anche i repubblicani a rompere i ranghi e a criticare apertamente la repressione in atto. "Penso che la morte di americani, ciò che stiamo vedendo in TV, stia suscitando profonde preoccupazioni sulle tattiche e le responsabilità federali", ha dichiarato il governatore repubblicano dell'Oklahoma Kevin Stitt al programma Face the Nation della CBS. "Agli americani non piace quello che stanno vedendo in questo momento". In un'intervista al Wall Street Journal in merito alla sparatoria, Trump ha affermato che l'amministrazione sta "riesaminando tutto" e che "prenderà una decisione". Il presidente ha aggiunto che "a un certo punto" gli agenti anti-immigrazione si ritireranno da Minneapolis, ma non ha fornito dettagli né date. A Washington, centinaia di manifestanti si sono radunati davanti alla sede centrale del Dipartimento per la Sicurezza interna (Dhs) per chiedere l'abolizione dell'Ice. Proteste simili si sono verificate a Los Angeles e San Francisco.
Le conseguenze di quanto accaduto a Minneapolis preoccupano anche il comparto economico del Minnesota, dove gli amministratori delegati di oltre 60 aziende dello Stato hanno chiesto ai legislatori di adottare misure per calmare la situazione. "A seguito delle tragiche notizie di ieri, chiediamo un'immediata riduzione delle tensioni e che le autorità statali, locali e federali collaborino per trovare soluzioni concrete" hanno scritto in una lettera aperta i dirigenti di 3M, Best Buy, General Mills, Target, UnitedHealth e di molte altre grandi aziende. A Washington alti esponenti repubblicani hanno espresso preoccupazione per l'omicidio, poiché le riprese video contraddicono le affermazioni delle autorità federali, secondo cui Pretti avrebbe resistito con violenza ai tentativi degli agenti della Border Patrol di disarmarlo. Nelle immagini circolate online e riprese da varie angolazioni si vede l'infermiere, titolare di un regolare porto d'armi, con in mano il solo telefono cellulare con cui stava riprendendo l'aggressione nei confronti di due donne dai tratti afroamericani. "Gli eventi di Minneapolis sono incredibilmente inquietanti", ha affermato il senatore della Louisiana Bill Cassidy, mentre il senatore repubblicano della Carolina del Nord, Thom Tillis, ha chiesto un'indagine "approfondita e imparziale" sulla sparatoria. La senatrice repubblicana dell'Alaska, Lisa Murkowski, ha affermato che l'incidente "dovrebbe sollevare seri interrogativi all'interno dell'amministrazione sull'adeguatezza della formazione in materia di immigrazione e sulle istruzioni impartite agli ufficiali".
L'uccisione di Pretti ha persuaso anche i Democratici a rompere gli indugi e minacciare il governo di un nuovo shutdown se questo pretenderà di stanziare nuovi fondi per il Dipartimento della Sicurezza Interna finché non saranno frenati gli agenti federali dell'immigrazione. Questo lascia al Congresso solo pochi giorni per trovare un accordo prima della scadenza per i finanziamenti governativi, fissata per venerdì 30 gennaio. L'ultimo shutdown governativo, durato dal 1° ottobre al 12 novembre dello scorso anno, è stato il più lungo nella storia degli Stati Uniti: si è concluso solo quando una manciata di senatori democratici ha cambiato schieramento politico, mossa che ha diviso il partito, con molti legislatori che hanno accusato i loro colleghi di essersi arresi a Trump e ai Repubblicani. Ma i democratici sono stati quasi unanimi nell'esprimere indignazione per gli eventi di Minneapolis, insieme alla loro volontà di bloccare il governo sui finanziamenti. Con un budget di 85 miliardi di dollari previsti dalla legge 'One Big Beautiful Bill' (Obba), infatti, l'Ice è diventata l'agenzia di polizia meglio finanziata degli Stati Uniti, superando l'FBI. "In questo momento abbiamo davanti a noi una proposta di legge che prevede di dare loro ancora più soldi. Non voterò a favore", ha dichiarato la senatrice del Minnesota e candidata a governatore Amy Klobuchar. "L'applicazione della legge si basa sulla fiducia. E noi abbiamo assistito a un crollo totale della fiducia".
Le operazioni dell'Ice non avvengono solo in Minnesota, ma è qui che la tensione sta raggiungendo i massimi livelli. Il Minnesota occupa da tempo un posto particolare nella geografia politica di Trump. È uno Stato che il tycoon non è mai riuscito a conquistare - né nel 2016, né nel 2020, né nel 2024 - nonostante il successo repubblicano negli Stati confinanti. Ospita, inoltre, la più numerosa comunità somala degli Stati Uniti ed esprime figure politiche, come la deputata progressista Ilhan Omar, che il presidente ha più volte preso di mira con attacchi espliciti. Il governatore Tim Walz, a sua volta, è uno dei critici più severi dell'amministrazione e nel 2024 è stato candidato alla vicepresidenza con Kamala Harris. Minneapolis è anche il luogo dove, alla fine del primo mandato di Trump, l'uccisione di George Floyd da parte della polizia innescò le proteste di Black Lives Matter, mettendo a nudo la fragilità del tessuto sociale americano. Oggi quella stessa città torna al centro dello scontro, in un clima febbrile e instabile. Non si tratta solo di ordine pubblico o di immigrazione, ma di un uso politico della violenza, per produrre deterrenza e consenso attraverso la paura. Nove anni fa, nel suo primo discorso di insediamento dopo la vittoria alle elezioni del 2016, Trump parlò di 'American carnage'. Oggi, mentre il dispiegamento di agenti federali per le strade trasforma l'ordine pubblico in una prova di forza, quell'espressione sembra assumere nuovi, inquietanti contorni.
Il commento
Di Mario del Pero, ISPI e Sciences Po
"È una miscela esplosiva di dilettantismo, culto della violenza e senso d'impunità quella che definisce l'agire degli agenti dell'ICE a Minneapolis. Impreparati a gestire l'ordine pubblico, come abbiamo visto nella grottesca incapacità di sei agenti d'immobilizzare il povero Alex Pretti. Reclutati a ritmi accelerati con criteri primariamente politici e ideologici; soggetti a un training accelerato e chiaramente insufficiente. E divenuti il braccio primario dell'amministrazione non solo nell'azione aggressiva e discrezionale di arresti di immigrati, ma anche nel tentativo di usare questa azione per piegare le municipalità e gli Stati a guida democratica. Acuendo ed esasperando lo scontro; alimentando una spirale di violenza che rischia ogni minuto di andare fuori controllo; e provocando atti, gli omici di Renée Good e Alex Pretti, qualificabili come un terrore di Stato, che i vertici dell'amministrazione, a partire dalla Segretaria della Homeland Security Kristi Noem, possono giustificare solo offrendo una rappresentazione patentemente falsa di quello che è accaduto ".