08/07/2026 | Press release | Distributed by Public on 08/07/2026 01:40
(Arv) Venezia, 7 agosto 2026
"Il Veneto non può più rincorrere le emergenze. La siccità, alternata a eventi meteorologici sempre più intensi, impone un cambio di paradigma nella gestione della risorsa idrica. Per questo ho presentato una proposta di legge che punta a creare la Rete Veneta di Micro-Invasi Diffusi, RE.MI.DI., un sistema capillare di piccoli bacini di accumulo in grado di trattenere l'acqua quando è disponibile e renderla fruibile nei periodi di maggiore necessità". Lo dichiara Cristiano Corazzari consigliere regionale (Lega - Liga Veneta), illustrando il progetto di legge che istituisce una rete regionale di micro-invasi come infrastruttura strategica per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, sostenere il comparto agricolo e migliorare la resilienza del territorio veneto.
"La nostra agricoltura è tra le eccellenze del Paese, ma è anche uno dei settori più esposti alle conseguenze della crisi climatica. Negli ultimi anni - commenta Corazzari - abbiamo assistito a lunghi periodi di siccità, a un progressivo abbassamento delle falde e, nelle aree costiere, all'avanzata del cuneo salino. Allo stesso tempo, le piogge sempre più concentrate provocano allagamenti e dispersione di enormi quantità d'acqua che non riusciamo a trattenere. Dobbiamo imparare a conservare questa risorsa quando è disponibile, anziché limitarci a gestire le emergenze".
"La proposta di legge prevede la realizzazione di una rete diffusa di piccoli invasi, con una capacità massima di 50 mila metri cubi ciascuno, privilegiando opere integrate nel paesaggio rurale e realizzate con criteri di sostenibilità ambientale. L'obiettivo è accumulare prevalentemente le acque meteoriche per destinarle all'irrigazione nei periodi di scarsità, contribuendo al tempo stesso alla ricarica delle falde, alla mitigazione del rischio idraulico e al contrasto della risalita del cuneo salino. Non immaginiamo grandi dighe - precisa Corazzari - ma una rete intelligente di infrastrutture leggere, distribuite sul territorio, capaci di offrire benefici concreti all'agricoltura e all'ambiente. I micro-invasi potranno inoltre favorire la nascita di nuovi habitat naturali, incrementare la biodiversità e rafforzare la rete ecologica regionale".
"Il progetto di legge è chiaro: chiedo di istituire la Rete Veneta di Micro-Invasi Diffusi, RE.MI.DI., con uno stanziamento di 30 milioni di euro per il triennio, per creare più sicurezza idrica, tutela delle falde e sostegno alle imprese agricole, per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. La nostra agricoltura è tra le eccellenze del Paese, ma è anche uno dei settori più esposti alle conseguenze della crisi climatica. Negli ultimi anni - fa presente il consigliere - abbiamo assistito a lunghi periodi di siccità, a un progressivo abbassamento delle falde e, nelle aree costiere, all'avanzata del cuneo salino. Allo stesso tempo, le piogge sempre più concentrate provocano allagamenti e dispersione di enormi quantità d'acqua che non riusciamo a trattenere. Dobbiamo imparare a conservare questa risorsa quando è disponibile, anziché limitarci a gestire le emergenze".
"Il progetto, inoltre, attribuisce un ruolo centrale ai Consorzi di bonifica, chiamati a progettare, realizzare e gestire gli interventi, mentre la Giunta regionale dovrà predisporre un Piano decennale degli interventi coinvolgendo Veneto Agricoltura, ARPAV, Autorità di Bacino, organizzazioni agricole e associazioni ambientaliste. La gestione dell'acqua - osserva il consigliere - richiede programmazione, competenze e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Per questo abbiamo previsto una pianificazione condivisa e fondata su solide basi tecnico-scientifiche".
"La proposta introduce inoltre contributi regionali destinati alle imprese agricole per la realizzazione dei micro-invasi aziendali, con finanziamenti fino al 70% delle spese ammissibili e un tetto massimo di 100 mila euro per azienda, oltre alla possibilità di ricorrere a strumenti di partenariato pubblico-privato per le opere di maggiore rilevanza. Il disegno di legge autorizza uno stanziamento complessivo di 30 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2026, 2027 e 2028, destinati sia al sostegno degli investimenti delle aziende agricole sia alla realizzazione delle infrastrutture pubbliche previste dal Piano regionale. Si tratta di un investimento sul futuro del Veneto. Difendere la disponibilità di acqua - sottolinea Corazzari - significa garantire competitività alle imprese agricole, tutelare il territorio, preservare le falde e preparare la nostra regione agli effetti ormai evidenti dei cambiamenti climatici".
"Con RE.MI.DI. vogliamo passare dalla logica dell'emergenza a quella della prevenzione, costruendo un modello moderno, sostenibile ed efficiente di gestione della risorsa idrica", conclude Corazzari.