08/21/2026 | Press release | Distributed by Public on 08/21/2026 13:59
Definisce la Spagna una nazione "sorella", auspicando che "al più presto" possano essere revocati i controlli alle frontiere marittime e aeree scattati dopo l'emergenza di Ceuta e, dati alla mano, liquida come "sterili" le polemiche dell'opposizione legate ai cosiddetti 'Dublinanti'.
In un'intervista all'ANSA il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi spazia del tema migranti alle questioni di politica interna.
Ministro, dopo l'emergenza migranti a Ceuta l'Italia ha sospeso il trattato Schengen con la Spagna ripristinando i controlli alle frontiere marittime e aeree. Lo stop scadrà il primo settembre, avete intenzione di prorogarlo? Non vede come un atto distensivo la decisione della Spagna di non procedere al trasferimento dei dublinanti?
"A Ceuta si è verificato un evento critico che ha esposto la Spagna, e di conseguenza tutta la Ue, a una grave minaccia sul piano dell'immigrazione e della sicurezza. La temporanea reintroduzione dei controlli alla frontiera si è resa necessaria a causa di oggettive condizioni di pericolo che, purtroppo, sono ancora sotto gli occhi di tutti. E come si è visto siamo stati in grado di praticarla senza alcun impatto sui viaggiatori spagnoli o europei e tantomeno sugli spostamenti dei turisti. È auspicio di tutti, soprattutto nostro, che al più presto vengono meno i motivi alla base del provvedimento. La Spagna è una Nazione sorella, un Paese amico che affronta sfide non dissimili da quelle con cui anche l'Italia deve cimentarsi. Su questo fronte non faremo mai mancare ogni nostro possibile sostegno e la nostra piena collaborazione".
In questi giorni tiene banco la questione "Dublinanti" e di come il loro rientro in Italia sia una conseguenza negativa del Nuovo patto Asilo e Migrazione, che alcuni ritengono non proprio vantaggioso per il nostro Paese...
"Qualcuno ha fatto volutamente confusione o non conosce ciò di cui parla. Il nuovo Patto Asilo e Migrazione mantiene il meccanismo dei 'dublinanti' - in vigore da decenni - ma introduce rilevanti e positive novità sul fronte del contrasto all'immigrazione irregolare. Da molti punti di vista cambiano le regole del gioco e il modo in cui la UE affronta un fenomeno epocale come quello delle migrazioni. Dovranno essere finalmente tutti gli Stati membri a farsi carico del peso della pressione migratoria, che non viene più scaricata solo sui Paesi di primo ingresso, come avveniva nel passato, anche con la sudditanza complice di alcuni di coloro che oggi ci criticano. Grazie ai nuovi meccanismi di "solidarietà obbligatoria" viene riconosciuta la necessità di dare un supporto concreto ai Paesi maggiormente esposti, come l'Italia. Si tratta di strumenti quali la possibilità di ricollocazione, la compensazione e più in generale regole che puntano ad un rafforzamento del controllo delle frontiere esterne dell'Unione. Strumenti che non vengono limitati alle sole situazioni di emergenza, ma che si applicano in ogni occasione. E il merito di questo importante cambio di passo va soprattutto al nostro Governo che, fin dall'inizio, ha lavorato per riportare il tema al centro dell'agenda europea. Noi avremmo voluto anche di più ma è chiaro che le nuove regole sono il frutto di negoziati e mediazioni tra 27 Paesi, molti dei quali con posizioni diverse dalle nostre. L'applicazione di queste nuove regole nel tempo dirà se concretamente si è intrapresa la strada giusta o se qualcosa dovrà essere ulteriormente integrato".
L'Italia aveva azzerato i trasferimenti per la sua circolare su cui la Corte Europea aveva fatto dei rilievi. Non crede che la ripresa dei trasferimenti sia una risposta dei paesi Ue a quella circolare?
"C'è l'impressione che il susseguirsi di dichiarazioni su questa materia sia stato in molti casi ispirato alla volontà di parlare all'opinione pubblica dei vari Paesi interessati, anche nella prospettiva dei prossimi impegni elettorali. Più concretamente la ripresa delle richieste di trasferimento - e non dei trasferimenti in quanto tali - è probabilmente l'effetto del convincimento che le nuove regole del Patto europeo abbiano in qualche modo cambiato profondamente i meccanismi precedentemente stabiliti con i regolamenti 'Dublino'. Da quello che ho letto, alcuni ritengono che le nuove regole abbiano reso automatico ciò che prima era frutto di confronto e di negoziati tra i Paesi. In realtà riteniamo che non sia così e che saremo sempre noi a dover concordare il rientro. La mia circolare era fondata sulla constatazione di una fase delicata per il sistema di accoglienza dell'Italia, che viveva una crisi oggettiva. Oggi, grazie a quello che abbiamo fatto, non è più così ma l'Italia può sempre far valere la propria condizione di Paese potenzialmente esposto a flussi migratori critici. Quello che si è visto a Ceuta il mese scorso dovrebbe essere un monito per tutti a non abbassare la guardia".
A proposito dei 'Dublinanti' - i migranti in attesa di asilo che si trovano in un Paese europeo diverso da quello d'ingresso - dopo Germania, Svizzera e Austria anche Finlandia, Svezia e proprio oggi l'Olanda hanno fatto sapere che intendono rimandarli in Italia. Di che cifre parliamo?
"Mi fa sorridere che molti scoprano solo oggi l'esistenza dei "Dublinanti", dopo anni in cui questo fenomeno ha visto il nostro Paese in una posizione di completa soggezione rispetto agli altri Stati membri e alla stessa UE. Ne sono la prova le diverse decine di migliaia di immigrati che sono stati ripresi, dai Governi precedenti al nostro, senza eccessive obiezioni. Mentre ricordo che c'è voluta una nostra iniziativa per bloccare tutto ciò in questi 4 anni, e fare così in modo che l'Italia non riprendesse 80mila persone che altri Paesi europei volevano rimandarci. Il Governo Meloni è quello che ha riaccolto meno dublinanti rispetto a tutti i Governi precedenti. Il confronto numerico è impietoso soprattutto per chi è stato protagonista di quelle stagioni e pensa oggi di poter agitare questo problema contro il nostro Esecutivo. Ciò detto, per le richieste di prendere in carico i "Dublinanti" per casi successivi al 12 giugno, si parla di numeri molto bassi, in prospettiva molto contenuti proprio grazie a quello che stiamo facendo per ridurre gli ingressi irregolari e che ha permesso di realizzare un crollo degli sbarchi, con percentuali di diminuzione che sono sotto gli occhi di tutti.
Alcuni esponenti della nostra opposizione, pur di immaginare qualcosa che vada contro le nostre politiche, hanno esultato per l'ipotetica prospettiva che l'Italia sia in futuro sommersa dall'invio di molti "Dublinanti". Ma le do un numero: su circa 50 richieste che finora ci sono pervenute, solo tre persone risultano essersi effettivamente presentate in Italia. Tre persone in due mesi: vale a dire, se continua così, una media di venti persone all'anno. E bastano questi numeri per far esultare la nostra opposizione. In realtà l'Italia affronterà la questione con spirito costruttivo, ma valutando le singole richieste. In buona sostanza siamo stati noi in passato, e lo saremo in futuro, a decidere quali richieste accettare e chi avrà titolo a ritornare sul nostro territorio. E a questo proposito non posso non evidenziare che gran parte delle richieste che ci sono pervenute sono oggettivamente discutibili proprio alla luce delle regole europee. Va fatta inoltre un'altra considerazione: molti "Dublinanti" risultano aver creato dei solidi legami nel Paese in cui si trovano e di conseguenza non saranno probabilmente così disponibili a tornare e rimanere in Italia. In altre parole, non è improbabile che cerchino, come alcuni hanno già fatto, di far ritorno nei Paesi da cui provengono".
Siete in contatto con le cancellerie europee e in particolare è già fissato un incontro con il suo omologo tedesco?
"I contatti con i miei colleghi della UE sono costanti. Lavoriamo in sintonia e sempre in un clima di massima collaborazione. A breve ci incontreremo ancora con il mio omologo tedesco. Al di là della fisiologica e costruttiva dialettica che deve sempre caratterizzare le moderne democrazie e la tutela dei rispettivi interessi nazionali, abbiamo tutti un obiettivo comune e condiviso, contrastare l'immigrazione irregolare e i trafficanti di esseri umani che lucrano sulla vita delle persone. È in questa direzione che ciascuno di noi lavora".
Proprio per quanto riguarda la Germania nelle scorse settimane ha parlato di oltre 2200 migranti recuperati da ong tedesche da gennaio al 12 giugno 2026 proponendo il principio di una 'compensazione'. Andrete avanti su questa strada? C'è l'ipotesi una nuova regolamentazione sulle Ong?
"Il soccorso in mare è una prerogativa esclusiva degli Stati e non può essere lasciato all'iniziativa e allo spontaneismo di soggetti privati che spesso rifiutano ogni tipo di coordinamento. Proprio con il collega tedesco abbiamo condiviso una valutazione che tende a considerare l'attività delle Ong nel mediterraneo come un pull factor nei confronti delle migrazioni irregolari. È questo il motivo per cui abbiamo ritenuto necessario regolamentare queste attività. Va poi sicuramente approfondito il profilo a cui lei faceva riferimento. Per il diritto marittimo su una nave si applicano le leggi e la giurisdizione dello Stato di bandiera. È un aspetto che a nostro avviso non può essere trascurato".
Le opposizioni parlano di un 'boomerang' legato allo stop di Schengen accusando il governo di inseguire Vannacci, il M5s ha annunciato di presentare un'interrogazione al ministro Piantedosi sui dublinanti. Cosa risponde?
"La reintroduzione dei controlli alla frontiera con la Spagna non ha alcuna attinenza con i possibili preannunciati rientri dei 'Dublinanti' in Italia. Sono questioni completamente distinte. Si può sostenere il contrario solo per strumentalizzare e fare un po' di propaganda. La sospensione della libera circolazione di Schengen è stata praticata centinaia di volte negli anni dai Paesi europei. Noi stessi la pratichiamo da oltre due anni con la Slovenia, in comune accordo con quel Paese che ha compreso come togliere ai trafficanti la prospettiva di un facile passaggio dalla nostra frontiera concorre anche a creare una efficace deterrenza per gli attraversamenti irregolari della stessa Slovenia. Ecco perché mettere in collegamento le due problematiche e, più in generale tutte le discussioni conseguite al ripristino dei controlli alla frontiera spagnola, sono solo frutto di polemiche sterili e inconsistenti".
L'Italia non è l'unico Paese di approdo. Si troveranno nella stessa situazione anche altri stati come Spagna e Grecia?
"Con gli Stati membri del Mediterraneo condividiamo la complessità dell'essere Paesi di primo ingresso attraverso la frontiera marittima. È una complessità che costituisce uno dei punti più critici dell'intera problematica migratoria. A settembre ospiterò in Italia una riunione dei 5 Paesi più esposti nel formato MED5 - Cipro, Grecia, Italia, Malta e Spagna - proprio per fare il punto della situazione. Ci presenteremo a questo appuntamento con la forza di un Paese che, soprattutto grazie alle iniziative di collaborazione con i Paesi di origine e transito, in questi 4 anni ha abbattuto dell'80% gli arrivi irregolari".
Nell'ultimo vertice dei ministri degli Interni europei sono stati rilanciati gli hub Ue in paesi terzi. Avete individuato qualche possibile Paese?
"L'Italia su questa materia ha dettato la linea, a partire dalla sottoscrizione dell'accordo con l'Albania. Per il resto siamo a disposizione per condividere lo sviluppo di queste iniziative che ormai, dalla maggior parte dei Paesi, sono viste come le soluzioni che caratterizzeranno il futuro del contrasto all'immigrazione irregolare".
In Gb c'è polemica sul vademecum del governo laburista Burnham destinato ai richiedenti asilo e che riguarda comportamenti come stupri e molestie. Pensa sia un approccio giusto che potrebbe essere seguito anche nel nostro Paese?
"Al di là delle polemiche sullo strumento di comunicazione in sé e sui suoi contenuti, esiste un tema di rispetto reciproco che ci deve essere tra chi arriva e chi accoglie. Come italiani ed europei siamo chiamati a riaffermare sempre i valori non negoziabili che hanno reso la nostra società esemplare per libertà e democrazia. In ogni caso il problema è rappresentato da chi commette questi gravi reati, e non certo da chi raccomanda di non farlo".
I Giochi del Mediterraneo saranno un'occasione diplomatica anche per aprire dialogo sui migranti per portare avanti il vostro progetto di collaborazione politica con i paesi del nord Africa?
"La cooperazione con i Paesi dell'Africa e del Medio Oriente è già molto avanzata e ancora ulteriori passi in avanti potrà fare nel breve, medio e lungo periodo seguendo l'impostazione generale del Piano Mattei. Sempre per stare ai temi che mi riguardano, mi piace ricordare che, in virtù delle nostre collaborazioni, i Paesi di transito delle migrazioni irregolari hanno bloccato in tre anni oltre 275mila partenze ed effettuato più di 97mila rimpatri volontari, evitando che da noi avvenissero altrettanti sbarchi. Il lavoro fatto dal nostro Governo e le iniziative messe in campo sono guardate ogni giorno con sempre maggior attenzione proprio da quei Paesi che si trovano ad affrontare problemi simili ai nostri".
La situazione nella Lega è effervescente, vede un avvicinamento di Salvini al Viminale?
"Sono molto dispiaciuto per gli attacchi che subisce ingiustamente Matteo Salvini, una persona e un leader politico a cui mi lega un sentimento di amicizia e stima. Quando è diventato segretario della Lega ha salvato un partito che era in crisi, garantendogli una centralità sul piano politico e di governo. Spiace che molti, che pure hanno beneficiato della sua leadership, sembrano essersene dimenticati senza peraltro proporre formule politiche particolarmente innovative. Ciò detto Matteo Salvini, come ha già dimostrato, sarà un ottimo ministro dell'Interno allorquando questo accadrà".
Nelle scorse settimane, dopo un incendio, è stato evacuato lo Spin Time, storica occupazione della Capitale. Qual è la soluzione che prevedete per le famiglie che da anni abitavano nell'edificio?
"Mi risulta che il Comune di Roma stia trovando soluzioni abitative per tutti gli occupanti dell'immobile che ne hanno diritto. Non è di secondaria importanza che l'immobile stesso sia ritornato nella disponibilità dei legittimi proprietari, come era stato disposto dall'autorità giudiziaria che, è bene ricordarlo, aveva anche stabilito un sostanzioso risarcimento danni per il mancato sgombero, con rilevanti importi che sono stati a carico dell'intera comunità".