Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation of the Italian Republic

07/23/2026 | News release | Distributed by Public on 07/23/2026 05:19

Obiettivo Export, il Sistema Paese incontra i Territori per crescere sui mercati internazionali

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), in stretta sinergia con tutte le articolazioni del Sistema Paese, sta realizzando nel corso del 2026 un percorso di avvicinamento alle imprese e ai territori del Nord, del Sud e del Centro Italia, in preparazione della Conferenza Nazionale dell'Export 2026 in programma il prossimo dicembre a Milano. Il primo evento si è tenuto a Torino il 29 aprile, concentrato sul tessuto produttivo del Nord Italia da cui dipende quasi il 70% del totale dell'export nazionale. La seconda tappa ha radunato a Bari, lo scorso 16 giugno, oltre 500 partecipanti del mondo imprenditoriale locale per fare il punto sulle strategie di internazionalizzazione delle aziende del Mezzogiorno. L'ultimo evento si terrà a Roma il 6 ottobre e sarà dedicato alle imprese del Centro Italia.

Il rafforzamento della proiezione commerciale dell'Italia costituisce il cuore del Piano d'Azione per l'Export, presentato nel 2025 dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani. L'obiettivo strategico del Piano è ben definito: raggiungere quota di 700 miliardi di euro di esportazioni entro il 2027. Durante le tappe di Torino e Bari è emerso come il tessuto produttivo italiano, pur operando all'interno di un contesto segnato da sfide globali e incertezze geopolitiche, abbia mantenuto un atteggiamento connotato da spirito di adattamento e resilienza. I dati presentati nelle sessioni plenarie hanno confermato che nel 2025 le esportazioni italiane hanno raggiunto i 643 miliardi di euro, segnando una crescita del 3,3% rispetto all'anno precedente. Una quota molto rilevante del PIL nazionale è ormai indissolubilmente legata alla capacità italiana di vendere oltre confine. "La qualità del prodotto italiano è in grado di superare le barriere doganali e non doganali", ha commentato al riguardo il Ministro Tajani.

Il supporto istituzionale e finanziario per le imprese

Per sostenere e accelerare questa traiettoria di crescita, il Governo e le Istituzioni continuano a mettere a disposizione delle imprese risorse crescenti e strumenti mirati, operando in maniera capillare a beneficio di tutto il territorio nazionale. La recente riforma della Farnesina, che ha previsto la creazione della Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni, ha dato rinnovata centralità al ruolo di promozione economico commerciale delle Ambasciate, strutturando una centrale operativa dedicata al sostegno delle imprese sui mercati internazionali che opera in stretto coordinamento con ICE, SACE, SIMEST e Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Durante i due incontri di Torino e Bari sono state illustrate soluzioni concrete per i processi di avvicinamento e penetrazione dei mercati esteri. Tra gli strumenti messi a disposizione, l'Agenzia ICE dispiega una rete di quasi 90 uffici nel mondo per facilitare partnership commerciali, mentre SIMEST offre alle imprese quasi un miliardo di euro in finanziamenti a tasso zero, comprensivi di una quota a fondo perduto. CDP ha appena dato il via libera a un imponente piano da 1,3 miliardi di euro dedicato al supporto delle aziende italiane che operano sui mercati globali, affiancata da SACE che garantisce operazioni commerciali in tutto il mondo attraverso il suo Polo dell'Export e dell'Internazionalizzazione.

Dai dibattiti è emersa la chiara consapevolezza che la diplomazia economica, per vincere la sfida della competitività sul piano internazionale, debba mettersi in gioco intensificando le occasioni di confronto diretto tra le realtà produttive locali e i mercati esteri. Nel corso dell'ultimo anno, la moltiplicazione in Italia e all'estero di missioni, forum imprenditoriali e incontri B2B ha coinvolto oltre 7.000 imprese, per accompagnarle nei mercati maturi e nell'esplorazione di quelli emergenti ad alto potenziale individuati dal Piano d'azione per l'export. I tre appuntamenti di Torino, Bari e Roma mirano ad accorciare le distanze tra le istituzioni e il cuore produttivo del Paese, raccogliere le istanze dei territori per costruire insieme alle imprese del territorio una strategia sempre più mirata di supporto all'internazionalizzazione e promozione del Made in Italy.

In linea con questa impostazione, a tali appuntamenti è stata prevista un'ampia presenza dei Capi degli Uffici commerciali delle nostre Ambasciate nel mondo, dei Direttori degli Uffici ICE all'estero e degli esperti di ICE, CDP, SACE e SIMEST per offrire alle imprese un confronto diretto sulle opportunità dei mercati esteri e sugli strumenti pubblici di accompagnamento all'internazionalizzazione.

Sinergia territoriale e sviluppo infrastrutturale

I tavoli dedicati allo sviluppo dei territori hanno sottolineato una tematica fondamentale: il successo del Made in Italy non può dipendere unicamente dalla qualità del prodotto. I rappresentanti del settore privato hanno concordato sulla necessità di puntare con decisione sullo sviluppo delle infrastrutture per migliorare la logistica e l'accessibilità delle merci. In questa prospettiva, avranno risvolti positivi i nuovi collegamenti Lisbona-Kiev e Genova-Rotterdam, che faciliteranno la circolazione delle merci in Europa, così come il Corridoio IMEC, che favorirà la connettività e l'integrazione economica tra Asia, Golfo Persico ed Europa, e il Corridoio VIII, infrastruttura che collegherà il Mar Nero e il Mar Adriatico attraversando la Bulgaria, il nord della Macedonia e l'Albania passando per i porti di Bari e Brindisi.

Parallelamente alle infrastrutture fisiche, è stato rimarcato come lo sviluppo economico richieda anche una solida infrastruttura digitale: la diffusione capillare del 5G su tutto il territorio nazionale è stata indicata come un requisito essenziale per implementare le tecnologie emergenti all'interno delle aziende e conferire valore aggiunto alle esportazioni.

Infine, per fare in modo che le iniziative del Piano d'Azione siano pienamente radicate nei territori, un ruolo preminente di ponte tra pubblico e privato è svolto dalle associazioni imprenditoriali. Confindustria, Confartigianato, UnionCamere, Confapi, Confcooperative, CNA, Legacoop, Confagricoltura e Coldiretti hanno illustrato il lavoro quotidiano per sostenere le aziende, soprattutto le più piccole, verso i mercati esteri, traducendo le istanze locali in proposte di strategia su un orizzonte di medio-lungo termine.

Tecnologie avanzate e nuovi accordi commerciali

Le conferenze di Torino e Bari hanno ribadito la necessità di diversificare non solo i mercati di sbocco, ma anche le filiere di approvvigionamento. In secondo luogo, tenuto conto che quasi la metà delle aziende esportatrici italiane dipende attualmente da una singola area geografica, l'attivazione di nuovi accordi di libero scambio può rappresentare una misura importante per mitigare i rischi e per permettere al tessuto industriale italiano, il secondo più diversificato al mondo dopo la Cina, di prosperare a livello globale.

Infine, i panel dedicati ai settori ad alta intensità tecnologica hanno ribadito che l'Italia è chiamata a compiere un ulteriore salto di qualità valorizzando l'innovazione, considerata dai vertici industriali una leva imprescindibile per consolidare il posizionamento del Paese nelle catene globali del valore. La sovranità tecnologica costituisce la nuova frontiera di sviluppo dell'economia nazionale. Gli interventi hanno illustrato le eccellenze italiane in ambito aerospaziale, che spingono il Paese ai vertici mondiali con filiere integrate e mostrano, allo stesso tempo, il potenziale di crescita internazionale nel campo della cybersicurezza. Le vere protagoniste di questa trasformazione, come emerso dai Laboratori della Crescita organizzati in occasione delle tappe di avvicinamento alla Conferenza Nazionale dell'Export sono le numerose realtà di eccellenza diffuse sul territorio e le migliaia di startup e PMI innovative distribuite da Nord a Sud. Il compito del Sistema Paese è accompagnare queste realtà fuori dai confini nazionali, favorendo uno scambio tecnologico capace di trattenere i talenti sul nostro territorio e di esportare l'innovazione italiana in tutto il mondo.

Il Mezzogiorno e le potenzialità della ZES Unica

Un elemento di forte attrattività discusso ampiamente durante i lavori per catalizzare gli investimenti esteri e rilanciare l'export nel Sud Italia è rappresentato dalla Zona Economica Speciale (ZES) Unica. Identificata come il primo grande e strutturato impianto di politica industriale attuato a livello governativo per il Meridione, la ZES mette a disposizione delle imprese strumenti di finanza agevolata e garantisce una forte semplificazione burocratica, richiedendo una singola licenza per avviare le operazioni. Questo meccanismo virtuoso ha già permesso il rilascio di oltre 1.400 autorizzazioni uniche, traducendosi in decine di migliaia di nuovi posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto.

Il completamento delle infrastrutture logistiche portuali e la loro maggiore integrazione con il sistema ferroviario mirano a trasformare il Mezzogiorno in una piattaforma produttiva dinamica, proiettata verso le grandi rotte commerciali internazionali.

Istituita con Decreto Legge nel 2024, la ZES comprende dieci regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e, aggiunte successivamente, Marche e Umbria.

Gli accordi di libero scambio europei al servizio dell'export italiano

Negli ultimi anni sono state condotti numerosi negoziati per raggiungere nuove alleanze commerciali oltreconfine. Tra le principali, l'accordo commerciale tra l'Unione Europea e i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) che ha generato una zona di scambio che coinvolge 700 milioni di persone e che, secondo le previsioni, potrebbe generare un aumento di circa il 40% delle esportazioni annuali dell'UE verso l'America Latina.

L'area di libero scambio, da due miliardi di abitanti, creata tra UE e India, prevede invece la riduzione o l'eliminazione dei dazi in settori chiave per l'industria europea come automotive, chimica e agrifood, mentre l'accordo concluso con l'Australia, oltre a migliorare l'accesso alle materie prime critiche, si prefigge di eliminare fino a un miliardo di euro di dazi doganali per gli esportatori europei.

L'Accordo di partenariato economico globale finalizzato tra UE e Indonesia apre opportunità verso un mercato di 280 milioni di consumatori. L'ammodernamento dell'accordo commerciale con il Messico prevede una maggiore cooperazione nelle transizioni verde e digitale, e consente anche alle imprese europee di partecipare alle gare d'appalto del Governo messicano alle stesse condizioni delle aziende locali e amplia la tutela per i prodotti agroalimentari europei.

Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation of the Italian Republic published this content on July 23, 2026, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on July 23, 2026 at 11:20 UTC. If you believe the information included in the content is inaccurate or outdated and requires editing or removal, please contact us at [email protected]