Università Cattolica del Sacro Cuore

04/01/2026 | News release | Distributed by Public on 04/01/2026 05:20

IA e ricerca, vantaggi e interrogativi

Dai primi licenziamenti alle promesse del "figlio perfetto", dalle fake news alla guerra senza regole degli algoritmi: ciò che fino a poco tempo fa era ritenuto un potenziale - ma ancora non verificato - effetto collaterale dell'intelligenza artificiale sta diventando realtà. Elementi di criticità, dunque, a fronte però degli innumerevoli e sorprendenti risultati ottenuti grazie alla IA nel campo della ricerca scientifica, come dimostrano, tra gli altri, i premi Nobel per la Fisica e per la Chimica del 2024 e la scoperta di un nuovo antibiotico, l'Halicina. Alla luce di questa rivoluzione epocale, quale posizione dovrebbe assumere il docente universitario - nel suo ruolo educativo e formativo? E sul fronte della ricerca? L'IA è da considerare soltanto uno strumento potente che affianca il ricercatore come co-autore virtuale, oppure diventerà essa stessa un autore, un soggetto autonomo capace di porsi problemi e risolverli sostituendo il ruolo dei ricercatori? Sono interrogativi importanti, impensabili fino a pochi anni fa, ma oggi inevitabili per chi fa ricerca e per chi insegna.

Con queste considerazioni si è aperto il convegno interdisciplinare dell'Università Cattolica del Sacro Cuore intitolato "Intelligenza Artificiale: nuove sfide per la ricerca scientifica", promosso martedì 24 marzo congiuntamente dai campus di Milano e di Brescia attraverso i Dipartimenti di Matematica per le scienze economiche, finanziarie ed attuariali, di Scienze statistiche, dello Humane Technology Lab e del Centro di ricerca per le Applicazioni della matematica e dell'informatica - Mathex. «Abbiamo già avuto modo di verificare che l'IA supera la nostra intelligenza in molti ambiti, e ciò che la contraddistingue è la velocità con cui evolve e che lascia spiazzati e increduli gli stessi ricercatori», ha osservato Laura Deldossi, docente di Statistica, e promotrice insieme a Monica Bianchi, docente di Matematica, dell'incontro dedicato a IA, ricerca e sfide future. «Parlando di ricerca - ha ricordato Bianchi - non possiamo non partire da Galileo, che ha fondato la scienza moderna su tre pilastri: osservazione, esperimento ed elaborazione teorica di modelli. Grazie a questi strumenti abbiamo compiuto scoperte che hanno segnato gli ultimi secoli. Oggi, accanto a essi, si aggiunge la potenza degli algoritmi di apprendimento automatico che, con la loro capacità di analizzare enormi quantità di dati, riescono ad evidenziare strutture che nessun essere umano sarebbe in grado di fare».

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