07/03/2026 | News release | Distributed by Public on 07/03/2026 03:33
Aveva 61 anni, Francesco Ferlaino, quando fu ucciso da tre sicari. Due scariche di lupara alla schiena mentre, scortato dall'appuntato Felice Caruso, tornava a casa per pranzo. Era il 3 luglio 1975. Ferlaino abitava a Nicastro, frazione di Lamezia Terme, e all'epoca era avvocato generale della Corte d'appello di Catanzaro.
I tre sicari non sono mai stati individuati, né i mandanti. Si parla di "appartenenti alla malavita", ma quale? La 'ndrangheta calabrese, o cosa nostra? Ferlaino ha sempre lavorato nella sua Calabria, ma si è occupato da vicino anche della criminalità organizzata siciliana.
Nato a Conflenti, nel catanzarese, il 21 luglio 1914, entrò in magistratura nel 1943. Fu pretore e giudice istruttore a Nicastro, presidente della Corte di Assise a Cosenza, e presidente della Corte di Assise d'Appello di Catanzaro. In questa veste diresse il processo alla mafia palermitana per la strage di Ciaculli del 1963, in cui persero la vita sette tra artificieri dell'esercito, carabinieri e poliziotti. Il processo fu trasferito nel capoluogo calabrese per "legittimo sospetto".
Ferlaino fu anche membro del comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati.