Council of Europe

03/11/2026 | Press release | Archived content

In che modo il diritto europeo ci protegge dalle pubblicità di “cibo spazzatura”

Un nuovo rapporto appena pubblicato dalla World Obesity Foundation mette in guardia rispetto al fatto che, se non si interverrà in modo drastico, entro il 2040 oltre 220 milioni di bambini saranno obesi. I paesi e le organizzazioni europei stanno lavorando per contrastare questa tendenza. Alla luce di ciò, l'Osservatorio europeo dell'audiovisivo, parte del Consiglio d'Europa a Strasburgo, ha appena annunciato la pubblicazione della sua ultima nota "Advertising of 'junk food' in European and national law: focus on self-regulation" (La pubblicità di "cibo spazzatura" nel diritto europeo e nazionale: approfondimento sull'autoregolamentazione).

Il documento pone al centro il modo in cui i quadri giuridici europei e nazionali rimandano all'uso dell'autoregolamentazione per affrontare una delle più urgenti sfide di salute pubblica di oggi, ovvero l'onnipresente pubblicità di cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri e/o sale (HFSS, High in Fat, Sugar and Salt), detti colloquialmente "cibo spazzatura". Questa sfida normativa è strettamente legata alla tutela dei minori sia negli ambienti tradizionali sia in quelli dei media digitali.

L'analisi, redatta dall'analista legale dell'Osservatorio europeo dell'audiovisivo, Eric Munch, riflette un contesto di media in continua evoluzione e crescenti tassi di obesità infantile in Europa e a livello mondiale. La nota indica che, sebbene la direttiva sui servizi di media audiovisivi tracci un percorso, l'attuazione effettiva in Europa varia ed è complessa.

Che cos'è il "cibo spazzatura"?

L'ambiente in cui agisce la pubblicità di cibo spazzatura è complesso. La pubblicazione esplora il significato tecnico di "cibi e bevande HFSS" ed esamina il loro impatto sui minori. Sottolinea le prove che dimostrano la correlazione tra la promozione di cibi ultraprocessati e l'aumento globale dell'obesità infantile e delle malattie non trasmissibili. Regole efficaci per la comunicazione commerciale audiovisiva volte a proteggere il pubblico vulnerabile sono evidenziate come cruciali per la salute pubblica.

Eric Munch ha inoltre spiegato il modo in cui il diritto dell'Unione europea obbliga gli Stati membri a incoraggiare la coregolamentazione e l'autoregolamentazione, in particolare attraverso gli articoli 9(4) e 28b(2) della direttiva sui servizi di media audiovisivi. Ciò include la creazione di codici nazionali di condotta, volti a mitigare il ritratto positivo dei cibi HFSS e a mettere al riparo i minori da un'esposizione indebita. In particolare, a differenza dei tabacchi o dei farmaci con prescrizione medica, la pubblicità dei cibi HFSS non è soggetta a veri e propri divieti a livello dell'Unione europea.

(Segue…)

Testo completo della pubblicazione "Advertising of 'junk food' in European and national law: focus on self-regulation"

Attività dell'Osservatorio europeo dell'audiovisivo

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