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Regione Emilia Romagna

06/23/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/23/2026 08:47

Agricoltura. Cibo e salute, approvato oggi in Aula il nuovo Programma per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare. L’assessore Mammi: “Vogliamo condividere e[...]

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Agricoltura. Cibo e salute, approvato oggi in Aula il nuovo Programma per l'orientamento dei consumi e l'educazione alimentare. L'assessore Mammi: "Vogliamo condividere e diffondere una cultura alimentare che abbia al centro la promozione della salute e dei corretti stili di vita, fornendo a cittadine e cittadini gli strumenti per comprendere il valore del cibo lungo l'intera filiera, dalla produzione al consumatore"

Al centro del nuovo Piano regionale triennale 2026-2028 i progetti nelle scuole, le fattorie didattiche, le mense biologiche e le iniziative rivolte alla cittadinanza. A disposizione oltre 400mila euro complessivi, a cui si aggiungono le risorse del Fondo mense scolastiche biologiche

Data:

23 giugno 2026 16:40

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Bologna - La salute inizia a tavola, con una dieta equilibrata e stili di vita sani, ma una corretta educazione alimentare non riguarda solo la dimensione nutrizionale perché il cibo è anche cultura, storia, identità, relazione con il territorio, espressione di tradizioni e saperi locali.

Sono questi i pilastri del nuovo Programma per l'orientamento dei consumi e l'educazione alimentare del triennio 2026-28 dell'Emilia-Romagna, la misura, approvata dalla Giunta regionale e approdata oggi in Aula, che definisce le linee guida regionali, in accordo con gli indirizzi dei principali e più recenti documenti europei, nazionali e regionali in materia.

Il documento integra diversi approcci che offrono una maggiore conoscenza del mondo rurale, delle filiere agroalimentari, delle produzioni a qualità regolamentata e dei principi di sostenibilità ambientale e sociale. Tra le finalità del Programma, rafforzare la coerenza tra le politiche agricole, sanitarie, ambientali ed educative, contribuendo a raccordare obiettivi diversi in una visione unitaria, attraverso un insieme coordinato di azioni informative, educative e di qualificazione dei consumi.

Tra i principali strumenti operativi individuati dal Programma, sono le scuole e la rete delle fattorie didattiche a essere le protagoniste con progetti educativi regionali. Parallelamente la qualità dei consumi viene sostenuta dal fondo mense scolastiche biologiche. Infine, la diffusione a tutta la cittadinanza viene garantita grazie a un programma esteso di eventi di educazione e divulgazione.

Le risorse messe a disposizione dalla Regione ammontano a oltre 400mila euro nel triennio, cui si aggiungono quelle del "Fondo mense scolastiche biologiche" annualmente assegnate alle Regioni dal Masaf, ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

"Fare educazione alimentare significa fornire strumenti concreti per comprendere il valore del cibo lungo l'intera filiera, dalla produzione al consumo- commenta l'assessore all'Agricoltura, Alessio Mammi-. In una regione come l'Emilia-Romagna, che vanta uno dei patrimoni agroalimentari più ricchi e riconosciuti d'Europa, con ben 46 produzioni Dop e Igp, il valore del cibo è profondamente e tradizionalmente legato alla conoscenza del territorio, delle sue tradizioni, del lavoro degli agricoltori e della qualità che caratterizza le nostre eccellenze".

"Il Programma approvato oggi rappresenta quindi uno strumento strategico per costruire una maggiore consapevolezza sull'alimentazione e sulle scelte di consumo quotidiane- spiega Mammi-. L'obiettivo è accompagnare cittadine, cittadini e famiglie, in particolare le giovani generazioni, verso l'adozione di comportamenti alimentari più informati e responsabili, incentivando l'utilizzo di prodotti sostenibili e a qualità regolamentata nella ristorazione collettiva. Allo stesso tempo, puntiamo a ridurre gli sprechi e a promuovere il territorio rurale e le filiere locali, creando un legame sempre più forte tra le comunità e gli agricoltori, valorizzando le produzioni locali. Per fare questo è stato istituito un gruppo di lavoro che coinvolge i diversi assessorati competenti, interfacciandosi con i portatori d'interesse esterni all'amministrazione. Vogliamo condividere e diffondere una cultura alimentare che abbia al centro la promozione della salute e dei corretti stili di vita, ma allo stesso tempo, capace di sostenere la crescita economica, sociale e culturale delle nostre comunità e il futuro dell'agricoltura emiliano-romagnola"

Il Programma in sintesi

Il Programma triennale si inserisce in un percorso di continuità con le esperienze già maturate a livello regionale, valorizzandone i risultati e orientando le azioni future verso una sempre maggiore integrazione tra educazione, territorio, filiere produttive e sostenibilità, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una cultura del cibo capace di guardare al benessere delle persone e delle generazioni future.

Il piano individua tre filoni di intervento, che vedono come destinatario principale il mondo della scuola, ma che, più complessivamente, coinvolgono tutta la cittadinanza attraverso progettazioni specifiche che vengono proposte di anno in anno.

Il primo ambito di azione riguarda il sostegno a iniziative e progetti di educazione alimentare nelle scuole, anche attraverso la rete delle fattorie didattiche. Lo svolgimento di attività pratiche come la realizzazione di orti scolastici, laboratori esperienziali e percorsi all'aperto nelle aziende agricole, favorisce una maggiore consapevolezza nei confronti del cibo e la comprensione dell'importanza della sostenibilità, della tutela delle risorse naturali, della valorizzazione delle filiere produttive e della prevenzione dello spreco alimentare.

Il secondo settore di lavoro punta a favorire la presenza di prodotti a qualità regolamentata nelle scuole e nella ristorazione collettiva pubblica, rafforzando i percorsi già avviati per garantire pasti di elevata qualità. In questa prospettiva, particolare attenzione viene riservata alle produzioni biologiche e ai prodotti Dop e Igp legati al territorio, per promuovere salute, sostenibilità ambientale e conoscenza del patrimonio agroalimentare regionale.

Infine, il sostegno alla creazione e allo sviluppo di una rete di aziende agricole come realtà capaci di integrare la produzione agricola con attività educative e sociali, che rappresentano un'importante opportunità di integrazione del reddito per gli agricoltori e contribuiscono alla vitalità economica e culturale delle aree rurali. In particolare, le fattorie didattiche, che svolgono un ruolo centrale nell'orientamento dei consumi e nell'educazione alimentare, rafforzando il legame tra cittadini, agricoltori e prodotti locali.

Vincenzo Menichella

Ultimo aggiornamento: 23-06-2026, 16:40

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