07/14/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/14/2026 09:45
Il Consiglio di Stato è tornato a pronunciarsi sulla questione del check-in a distanza per le strutture ricettive, ribadendo un principio netto: non è ammesso l'invio del documento d'identità in foto tramite sistemi di messaggistica (WhatsApp, email, SMS e simili).
Secondo i giudici di Palazzo Spada, la normativa vigente impone il controllo "de visu" dell'ospite, ovvero la verifica diretta e personale dell'identità al momento dell'arrivo. Una tutela che, evidenziano dal Consiglio, resta imprescindibile anche nell'era digitale.
Pur ribadendo la necessità del controllo diretto, il Consiglio di Stato ammette che possano esistere sistemi di videochiamata idonei a sostituire l'incontro fisico. Resta però un nodo irrisolto: non è ancora chiaro quali strumenti di videochiamata siano considerati validi dal Ministero dell'Interno, che al momento non ha fornito indicazioni specifiche sui requisiti tecnici necessari.
Le strutture che intendono adottare soluzioni di check-in a distanza dovranno quindi muoversi con cautela, in attesa di chiarimenti ufficiali.
Il pronunciamento non riguarda invece i totem di self check-in né i sistemi di cattura dati automatizzata (ad esempio scanner di documenti). Questi strumenti, infatti, si limitano a delegare all'ospite - o a un dispositivo - l'inserimento materiale dei dati anagrafici, ma non intervengono sulla verifica dell'identità, che resta un passaggio distinto e non sostituibile da questi sistemi.
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