Amnesty International – Sezione Italiana OdV

07/28/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/28/2026 06:11

Film e diritti umani: una selezione per l’estate

L'estate è spesso il momento giusto per dedicare un po' di tempo a un buon film. Abbiamo raccolto alcuni titoli che affrontano temi legati ai diritti umani e che raccontano storie di persone, comunità e lotte che meritano di essere conosciute. Una selezione pensata per chi vuole avere uno sguardo più consapevole sul mondo.

Taxi Teheran, Jafar Panahi, 2015

"Taxi Teheran" è un film iraniano del 2015 diretto e interpretato da Jafar Panahi. Questo film unico è stato girato in segreto a Teheran, a seguito del divieto imposto a Panahi di girare film e di lasciare il paese. Nel film, Panahi interpreta un tassista per le strade della città, che incontra e racconta l'Iran attraverso le persone, tante e diverse, che salgono a bordo del taxi. Guarda.

Tre volti, Jafar Panahi, 2018

Il film è girato tra gli sperduti villaggi del nord ovest dell'Iran, ancora dominati da una visione arcaica della società. È una denuncia della condizione femminile e al contempo una riflessione metalinguistica sul cinema e sui video diffusi attraverso i social media. La trama è molto semplice. La celebre attrice Behnaz Jafari riceve un video messaggio di una ragazza che chiede aiuto. È disperata perché la famiglia ostacola la sua vocazione artistica. Il filmato si chiude in modo drammatico, facendo presagire un suicidio. Behnaz è sconvolta e chiede a Jafar Panahi di accompagnarla alla ricerca della ragazza per capire cosa sia successo veramente. Guarda.

La strada dei Samouni, Stefano Savona, 2018

Tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009 la striscia di Gaza viene colpita da un violento attacco dell'esercito israeliano: la famiglia Samouni viene decimata. Stefano Savona si reca sul luogo della strage e vi fa ritorno un anno dopo, in occasione del matrimonio di uno dei superstiti della famiglia. Guarda.

Sembra mio figlio, Costanza Quatriglio, 2018

Ismail e Hassan sono due fratelli, fuggiti dall'Afghanistan all'Italia in tenera età. Quando Ismail ritiene di aver finalmente ritrovato un contatto con la propria madre insiste per vederla, nonostante lei neghi tutto. Di fronte alle difficoltà, decide di recarsi in Pakistan di persona per parlarle. Un'opera portatrice di un messaggio semplice, universale e atemporale sul senso di identità e appartenenza di un popolo disperso, fra i più perseguitati al mondo. Guarda.

Selfie, Agostino Ferrente, 2019

Alessandro e Pietro sono due sedicenni che vivono nel Rione Traiano di Napoli dove, nell'estate del 2014 Davide Bifolco, anche lui sedicenne, morì ucciso da un carabiniere che lo inseguiva avendolo scambiato per un latitante. Alessandro ha trovato un lavoro da cameriere in un bar mentre Pietro, cerca un posto da parrucchiere. I due hanno accettato la proposta del regista di riprendersi con un cellulare raccontando così la loro quotidianità e quella del rione. Guarda.

Los Zuluagas, Flavia Montini, 2021

Juan Camilo Zuluaga Tordecilla torna in Colombia dopo 25 anni assieme alla sorella Ana Maria e al figlio Esteban; aveva dovuto abbandonare il suo paese nel 1994 all'età di 10 anni assieme al Bernardo Gutiérrez, comandante dell'Ejército Popular de Liberación dal 1987 al 1991, la nuova compagna e il resto della famiglia. Lì si immerge nell'archivio di famiglia, rivede i luoghi della propria infanzia e attraverso gli scritti sui diari e le foto riemerge il grande dolore che l'ha segnato per sempre, quello della scomparsa della madre, anche lei guerrigliera, rapita a Bogotà da quattro uomini in abiti civili il 25 aprile del 1989 quando Camilo aveva appena cinque anni. Guarda.

A man fell, Giovanni C. Lorusso, 2024

l documentario racconta la vita quotidiana nel "Gaza Hospital" conosciuto come "Gaza Building": ospedale alla fine degli anni Settanta e ora luogo di rifugio e sopravvivenza per generazioni di sfollati e rifugiati palestinesi. Qui vive il protagonista del film, l'undicenne Arafat, che passa il tempo tra le rovine degli undici piani dell'edificio insieme al suo amico Muhammad, pensando a come esplorare i sotterranei proibiti, trovare qualcosa da fare, sopravvivere. Ma questo edificio non è in un posto qualsiasi. È a Sabra, in Libano, nota a causa del massacro del 1982, un luogo in cui vicende passate e recenti si sovrappongono tragicamente fino al dramma di oggi. Guarda.

Identidad robada, Rodrigo Vazquez-Salessi e Florencia Santucho, 2025

Rubato alla nascita durante la dittatura argentina, un uomo di 46 anni trova finalmente la sua famiglia biologica. Grazie all'aiuto dell'organizzazione dell'organizzazione "Abuelas de Plaza de Mayo", che conservano le informazioni genetiche delle vittime della dittatura militare in Argentina, i dubbi di Daniel Santucho Navajas sulla sua identità hanno finalmente trovato risposta. Daniel scopre di essere nato in un centro di detenzione e di essere stato iscritto di nascosto come figlio di un poliziotto. Attraverso la ricerca della verità, scopre un diffuso programma di adozioni illegali e crimini commessi durante la dittatura militare del 1976-1983. La sua vera madre rimane scomparsa. Guarda.

I diari di mio padre, Ado Hasanović, 2025

È l'agosto del 1993 quando Bekir Hasanović, videoamatore bosniaco, scambia una moneta d'oro per la videocamera con cui, da quel momento, filmerà la vita di ogni giorno a Srebrenica.

I diari di mio padre è un racconto che comincia trent'anni dopo e che si snoda tra i suoi diari e i suoi videotape. Da un lato c'è lui, Bekir, sopravvissuto alla guerra in Bosnia e alla Marcia della Morte, dall'altro c'è Ado, il figlio regista. Il primo fa di tutto per dimenticare quegli anni, il secondo lotta per ricostruirne la storia cercando di intervistare suo padre. Guarda.

Domani. Il viaggio di Maysoon Majidi, di Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio, 2025

Maysoon Majidi è una giovane donna curda in fuga dal regime di Teheran, attivista per i diritti civili e politici, impegnata nella lotta per il riconoscimento del Kurdistan e dei diritti fondamentali negati in Iran. Arriva in Italia per mezzo di una piccola imbarcazione insieme ad altri 77 passeggeri e due la accusano di essere l'assistente del capitano. Inizia così un lungo processo per dimostrare la propria innocenza, fra speranze per il futuro e momenti bui. Guarda.

Amnesty International – Sezione Italiana OdV published this content on July 28, 2026, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on July 28, 2026 at 12:11 UTC. If you believe the information included in the content is inaccurate or outdated and requires editing or removal, please contact us at [email protected]