04/28/2026 | News release | Distributed by Public on 04/28/2026 02:16
Investire sui giovani significa riconoscerne il valore, accompagnarli nella crescita e costruire una relazione di fiducia. È questo uno dei principali messaggi emersi durante il nuovo incontro del ciclo "Oltre la Medicina" dal titolo "Investire sui giovani per costruire il futuro. Disagio, vulnerabilità e istituzioni educative", che si è tenuto il 23 aprile nel campus di Roma dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, moderato dalla studentessa Francesca Minetti, a testimonianza dello spirito dell'evento che nasce con gli studenti per gli studenti.
Protagoniste dell'appuntamento sono state Eugenia Carfora, dirigente scolastica dell'Istituto Superiore "Francesco Morano" di Caivano (Napoli), e l'attrice Luisa Ranieri, interprete di Eugenia Carfora nella fiction Rai "La Preside". Due vite diverse, unite da una idea comune: l'importanza della gentilezza, della responsabilità e della capacità di vedere nei giovani non solo le difficoltà, ma soprattutto le possibilità di riscatto.
Ad aprire l'incontro è stato il Prof. Alessandro Sgambato, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, che ha ricordato l'obiettivo dell'iniziativa "Oltre la Medicina": offrire agli studenti uno spazio di confronto su temi che attraversano la società, la cultura, l'etica e il presente. «Diventare adulti e professionisti consapevoli - ha detto - non significa soltanto imparare le tecnicità della professione, ma anche crescere come persone», evidenziando l'urgenza degli studenti di acquisire competenze, ma anche di maturare una consapevolezza più ampia del mondo che li circonda.
Il tema dell'incontro ha permesso di riflettere sulla scuola e l'università come luoghi di crescita e relazione. La vulnerabilità dei giovani è stata presentata non come un limite, ma come una dimensione umana che può diventare occasione di attenzione e cura.
Al centro della serata è emersa l'intensa testimonianza di Eugenia Carfora. La dirigente scolastica, nota per il suo impegno presso l'Istituto Superiore di Caivano come un luogo concreto e quotidiano, abitato da ragazzi e ragazze con bisogni e possibilità diverse. Nel suo intervento, la scuola è apparsa come uno spazio in cui la relazione precede ogni forma di apprendimento: un luogo in cui accogliere ed andare incontro agli studenti.