Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia

01/20/2026 | Press release | Distributed by Public on 01/20/2026 04:37

PARITÀ. PELLEGRINO (AVS): BASTA STEREOTIPI A SCUOLA E IN MEDICINA

PARITÀ. PELLEGRINO (AVS): BASTA STEREOTIPI A SCUOLA E IN MEDICINA

20.01.2026
11:21
(ACON) Trieste, 20 gen - "C'è un filo rosso che la politica continua a ignorare. È lo stesso filo che porta una ragazza a pensare che il controllo sia amore e una donna a sentirsi dire che il dolore 'è stress', 'è ansia', 'è normale'. Lo incontriamo a scuola quando parliamo di relazioni, lo ritroviamo in corsia quando parliamo di salute. Ma la radice è la stessa. Stereotipi che diventano regole non scritte e che producono violenza, diagnosi tardive, cure sbagliate, disuguaglianza".

Lo dichiara Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, in una nota "sostenendo i lavori del Gruppo Salute, politiche sociali e contrasto alla violenza contro le donne prodotto dalla Commissione regionale pari opportunità del Fvg, che nel Programma 2026 ha indicato come priorità l'educazione alle relazioni, all'affettività e alla sessualità nelle scuole con un'impostazione strutturale, continuativa e competente, richiamando con forza anche il tema della medicina di genere".

"Dobbiamo iniziare seriamente a mettere in campo strumenti di prevenzione e smetterla con le guerre ideologiche - rimarca Pellegrino - tra fazioni politiche sulla pelle dei ragazzi. Educazione alle relazioni significa consenso, rispetto, parità, significa formazione degli adulti e degli operatori, perché l'ambiente intorno ai minori conta quanto le ore in aula".

"Questo discorso non si esaurisce nell'ambito scolastico, ma lo ritroviamo identico nella sanità. Perché quando il modello standard della cura resta maschile, il conto lo pagano soprattutto le donne. Dopo un infarto, per esempio, le donne hanno circa il 50% di probabilità in più di ricevere una prima diagnosi errata rispetto agli uomini. E a monte c'è anche un problema di ricerca - aggiunge la consigliera di Avs - poiché nelle sperimentazioni cliniche early-phase sponsorizzate dall'industria, le donne sono meno del 30% dei partecipanti. È per questo che la medicina di genere, prevista dalla legge 3/2018 (articolo 3) e dal relativo Piano nazionale, riguarda la qualità delle cure. Tutto questo significa formazione, dati, percorsi clinici e prevenzione costruiti tenendo conto delle differenze, invece di fingere che non esistano". ACON/COM/rcm



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