09/08/2026 | Press release | Distributed by Public on 09/08/2026 10:35
(Arv) Venezia, 8 settembre 2026
"È assurdo che la Regione del Veneto, invece di pensare all'innovazione digitale come strumento per migliorare il lavoro, la usi per cancellare il lavoro. Sembra quasi che la Regione voglia essere la prima in Italia per sostituzione di lavoratori tramite intelligenza artificiale, invece che per la qualità del lavoro pubblico. Una scelta sbagliata che richiama una riflessione seria anche sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale, e che chiarisca anche i profili di legittimità e di tutela della privacy legati all'utilizzo di uno strumento del genere sugli atti e sui processi amministrativi". Lo dichiara Monica Sambo, consigliere regionale del Pd e vicepresidente della Commissione lavoro, riferendosi "alla richiesta della Giunta regionale ai direttori di Area di individuare "azioni di razionalizzazione organizzativa" in vista di una "forte contrazione del turn-over", con l'obiettivo dichiarato di ridurre il personale anche attraverso il ricorso all'intelligenza artificiale. Come è emerso più volte, il numero dei dipendenti regionali in Veneto è ampiamente sottodimensionato rispetto alle altre Regioni. Se nonostante questo la Regione arriva a pensare di non sostituire nemmeno qualche decina di lavoratori, vuol dire che si sta raschiando il barile e che il bilancio regionale è in grande difficoltà. L'assessore Bitonci aveva lanciato la sburocratizzazione e adesso scopriamo che si risolve in meno personale. È la più classica delle scelte che non prevede alcuna riflessione su cosa il Veneto vuole fare della propria macchina amministrativa. Il paradosso è che la Regione chiede maggiori competenze con l'autonomia e pensa di poterle svolgere addirittura con meno personale. Evidentemente anche qui si riconosce che si tratta di una finta autonomia, che non porterà alcuna reale competenza aggiuntiva".
"Se la Regione vuole riorganizzare la macchina amministrativa - conclude Sambo - presenti un vero piano al Consiglio regionale, che metta al centro la qualità dell'azione amministrativa e un rafforzamento numerico della macchina regionale, non il suo progressivo svuotamento".